Interventi sul tumore al cervello al top con il nuovo microscopio

Neurochirurgia, grazie all’uso di fluorescenze si potranno evidenziare meglio anche gli aneurismi Lucantoni: «Siamo già a 600 operazioni di chirurgia maggiore, nel 2016 ci sarà un ulteriore aumento»
TERAMO. Un nuovo microscopio operatorio di ultima generazione che consentirà, attraverso l’uso di particolari fluorescenze, interventi molto più efficaci sui tumori al cervello, e non solo.
Il primario del reparto di neurochirugia del Mazzini, Danilo Lucantoni, annuncia che i vertici della Asl stanno per concludere l’acquisto di un microscopio operatorio a tecnologia avanzata che avrà effetti diretti sulla qualità dell’attività operatoria per alcune patologie.
«Una tecnologia di ultimissima generazione ed alta definizione di immagine», spiega il primario, «che permetterà di migliorare le performance degli interventi di patologia cranica e vertebro-midollare. In particolare, grazie a dispositivi per l’uso di particolari fluorescenze, il microscopio permetterà di meglio identificare i margini e le caratteristiche si alcune neoplasie cerebrali, ottimizzando la loro rimozione chirurgica, e di trattare al meglio la patologia neurovascolare permettendo l’esatta visualizzazione dei vasi interessati e della perfusione (l’irrorazione di sangue, ndr), integrandosi con il sistema di neuronavigazione già esistente da tempo nell’unità complessa di neurochirurgia».
Il microscopio, che arriverà a giorni, avrà secondo Lucantoni l’effetto di migliorare nell’anno in corso «quello che è già stato un bilancio estremamente positivo dell’attività chirurgica nel corso del 2015». Nell’anno appena concluso sono stati circa 600 gli interventi di chirurgia maggiore, di cui 300 di patologia cranica (cioè neoplastica, traumatica e vascolare) ed i restanti di patologia vertebromidollare (cioè degenerativa, neoplastica e traumatica) su pazienti non solo teramani ma anche di fuori regione. In più sono stati eseguiti circa 200 interventi di chirurgia del sistema nervoso periferico in regime ambulatoriale e di day hospital.
«Da sottolineare», aggiunge il primario della neurochirurgia teramana, «l’attività integrata con la radiologia interventistica dell’ospedale di Teramo e con la rianimazione per il trattamento combinato e diversificato di aneurismi, malformazioni vascolari e stroke, oltre alla chirurgia complessa per la traumatologia vertebro-midollare».
Attualmente la divisione di neurochirurgia del Mazzini ha 22 posti letto, di cui quattro di terapia subintensiva, con una equipe di 6 dirigenti medici – che presto saliranno a 7 , secondo i piani della Asl – più il primario. Si svolgono inoltre attività ambulatoriali negli ospedali di Giulianova, Atri e Sant’Omero.
«Con un giusto adeguamento dell’organico e delle sedute operatorie appare decisamente prevedibile», fa notare Danilo Lucantoni, «nell’anno in corso un aumento delle prestazioni chirurgiche, viste le numerose richieste di accesso dell’utenza al nostro reparto». Intanto il reparto, con l’arrivo del nuovo microscopio, è ormai al top nel trattamento dei tumori e degli aneurismi al cervello.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

