Investì e uccise il rivale con l’auto ma fu solo un incidente stradale

21 Dicembre 2017

Roseto, i giudici di Appello confermano la condanna per omicidio colposo ad Alessandro Bacchetta  Secondo l’accusa, invece, la morte di Roberto Natalini fu un omicidio preterintenzionale

ROSETO. Non fu un omicidio preterintenzionale ma un incidente stradale. Anche la corte d’appello dell’Aquila, dopo il tribunale di Teramo, rigetta la tesi della Procura nel processo sula morte di Roberto Natalini, commerciante di 52 anni, investito mentre andava in bici nel centro di Roseto da Alessandro Bacchetta, 42enne tatuatore rosetano, il 10 settembre 2013. Quest’ultimo era stato condannato in primo grado a tre anni per omicidio colposo: la sentenza era sta emessa dal giudice per l’udienza preliminare perché l’imputato aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. A ricorrere in appello contro la sentenza era stato il pubblico ministero Davide Rosati che al gup di Teramo aveva chiesto una condanna a otto anni e otto mesi per omicidio preterintenzionale, contestando anche il reato di calunnia. Secondo l’accusa quella sera Bacchetta sera voleva fare del male a Natalini, con il quale aveva delle questini in sospeso. Tra l'investitore e l'investito ormai da tempo i rapporti erano pessimi con denunce e litigi continui alcuni dei quali finiti già in tribunale. Non voleva ucciderlo, ma sicuramente investirlo con la macchina per vendicarsi delle vecchie questioni. L’accusa di calunnia era invece motivata dal fatto che, sempre secondo il pm, Bacchetta, nella prima telefonata fatta alla polizia per avvertire dell'investimento dopo la fuga, aveva detto che al volante della vettura c'era sua madre e non lui. Natalini stava pedalando sulla statale 16 nel centro di Roseto, senza zigzagare, quando Bacchetta lo avrebbe puntato con l’auto urtandolo intenzionalmente: questa la ricostruzione dell’accaduto fatta dal pm che però non venne ritenuta veritiera dal giudice di primo grado e adesso nemmeno dai giudici della corte d’appello, che hanno respinto il ricorso della procura confermando la condanna di Bacchetta per omicidio colposo. L’imputato, come nel processo di primo grado, era difeso dall’avvocato CataldoMariano. (red.te.)
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