Ipersimply, ultimo giorno Ora la cassa integrazione

È l’unica speranza per i dipendenti del supermercato che ieri ha chiuso i battenti insieme alla possibilità che qualche gruppo possa acquisire la licenza della Sma
TERAMO. Una lotta portata avanti con dignità e senza mai cedere a toni sopra le righe quella dei 53 dipendenti del punto vendita Ipersimply di Piano d'Accio, che anche ieri, nel giorno della chiusura del supermercato, hanno affrontato la giornata pensando solo ai clienti. Nonostante la rabbia e la tristezza i lavoratori non si sono arresi allo sconforto, ricevendo in mattinata anche la visita del sindaco Gianguido D'Alberto che ha voluto esprimere ancora una volta la vicinanza delle istituzioni alla loro battaglia. «È stata una giornata particolare, vissuta all'insegna della tristezza», commenta Concetta Murri, che da dipendente il supermercato l'ha visto nascere, 23 anni fa. «Certo è stata dura. Noi lavoreremo ancora un'altra settimana, per svuotare il supermercato. Poi vedremo che succederà, se sarà possibile ottenere la cassa integrazione».
Dell'eventuale cassa integrazione e dei prossimi passi da effettuare per la salvaguardia dei livelli occupazionali i dipendenti hanno discusso ieri pomeriggio, dopo la chiusura, in un'assemblea convocata per le 18 e che si è protratta fino alle 20. L'eventuale accesso agli ammortizzatori sociali è legato alla recente approvazione del decreto Genova da parte del governo, nel quale all’articolo 44 si reintroduce la possibilità di attivare la cassa integrazione per cessazione di attività. «Restano da capire i tempi e le modalità di questa nuova cassa integrazione», sottolinea D’Alberto, «ma è indubbio che si tratta della reintroduzione di un importantissimo ammortizzatore sociale, fondamentale per intervenire in molte crisi aziendali. È il caso anche dell’IperSimply di Teramo, dove sin dalla scorsa riunione tenuta in Provincia, avevamo concordato con tutte le istituzioni, i sindacati e i lavoratori come l’eventuale attuazione immediata di questo ammortizzatore avrebbe dato respiro alla trattativa con l’azienda e avrebbe dato fiducia e speranza ai lavoratori e alle famiglie. Arrivati a questo punto non resta altro che sedersi nuovamente al tavolo, magari coinvolgendo anche il livello istituzionale più alto, ossia il ministero».
Un intervento, quello del Mise, già richiesto dai sindacati, con il relativo incontro che dovrebbe essere fissato nei prossimi giorni. Intanto Comune, Provincia e Regione continueranno a lavorare con l’obiettivo per attirare nuovi gruppi che vorranno aprire un proprio punto vendita nel Teramano, utilizzando la licenza commerciale dell’Ipersimply che la Sma-Auchan si è detta disponibile a cedere. Una strada che, in caso di esito positivo, potrebbe significare la possibilità di riassumere i dipendenti, che in blocco hanno rifiutato i trasferimenti proposti dalla Sma-Auchan.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

