Isola, cancellate le scritte della vergogna

29 Gennaio 2018

Manifestazione con trecento persone a San Massimo per rimuovere le frasi razziste contro i migranti e chi li accoglie

ISOLA DEL GRAN SASSO. Un murale di Sandro Pertini che domina il centro del piccolo borgo di San Massimo e vernice bianca per cancellare le scritte razziste, nazieste violente e minacciose. E più di trecento persone a manifestare ieri pomeriggio nelle piccole vie della frazione per dire no a ogni forma di intolleranza. E’ stata questa la risposta della comunità di Isola del Gran Sasso ai gravi episodi di razzismo che si sono verificati nelle frazioni di Trignano, ma soprattutto di San Massimo nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Proprio a San Massimo c’è il centro di accoglienza di 29 rifugiati politici gestiti dall’associazione Salam e ignoti hanno deturpato con svastiche al contrario e frasi intimidatorie e minacciose scritte con gravi errori di ortografia alberi, pali della luce, muri di edifici e abitazioni e persino una chiesetta prendendo di mira i migranti, gli operatori dell’associazione, la Pro loco, alcuni concittadini e il Pd locale. Una manifestazione che è stato un momento di incontro e riflessione alla quale hanno partecipato tante persone da tutta la provincia, istituzioni e associazioni del territorio e anche i ragazzi del centro di accoglienza che si sono messi all’opera insieme ad altri partecipanti, pennello alla mano, per coprire quelle parole che hanno fatto male a tutta la comunità.
«Ho voluto partecipare alla rimozione perché ciò che è accaduto è una cosa brutta e che fa male», dice Sharrafat dal Pakistan. «Sono gesti inammissibili qui e in ogni altro posto del mondo e non si devono assolutamente ripetere», aggiunge Saydali anch’egli pakistano. «Abbiamo ricevuto aiuto e solidarietà da tutti», spiegato Miriam Cascetti, direttrice del centro di accoglienza. «Questi fenomeni non devono ripetersi e dopo lo spavento continueremo il nostro progetto». I luoghi presi di mira dai vandali sono gli stessi dove i migranti hanno svolto dei lavoretti ed è stata imbrattata anche la casa del presidente del Bim ed esponete del Pd Moreno Fieni, presente alla manifestazione insieme al sindaco di Castelli Rinaldo Seca, Legambiente, Scuola verde di San Pietro e istituto comprensivo Parrozzani. «La risposta della comunità di Isola non si è fatta attendere», ha detto il sindaco Roberto Di Marco, «e tutti oggi hanno manifestato la propria vicinanza a chi ha subito questo vile gesto. Mi auguro che questo spiacevole accadimento rimanga un fatto isolato e che le forze dell’ordine trovino presto i responsabili». A Sann Massimo anche il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino: «Quello che è accaduto è un fatto molto grave che non va sottovalutato, figlio dell’ignoranza, ma anche di un brutto sentimento che purtroppo esiste e non va alimentato. Spesso per ragioni politiche ed elettorali alcune paure vengono strumentalizzate, ma l’Italia è il paese dell’accoglienza e la mia presenza rappresenta la presenza delle istituzioni». Indignazione anche da parte della Cgil di Teramo. « Il nostro impegno», dice il segretraio Giovanni Timoteto, «è sostenere e rafforzare il lavoro di queste persone perché l’incontro tra migranti e operatori dell’accoglienza rappresenta la principale esperienza per costruire un futuro di pace, democrazia e libertà».
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