Isola riscopre la via dei carbonari

L’associazione Taruss riapre il sentiero che univa il paese al borgo di San Pietro
ISOLA DEL GRAN SASSO. Riportare alla luce il “Sentiero del carbone” tra Isola del Gran Sasso e il borgo di San Pietro. È il progetto ambizioso promosso e raggiunto dall’associazione “Taruss” di San Pietro che, nei mesi scorsi, grazie al contributo di 50mila euro dell’intervento 11 del “Bando Borghi” del Pnrr e all’impegno dei volontari, ha riportato alla luce il sentiero che, fino agli anni ’60, era percorso da uomini e donne che trasportavano il carbone prodotto nella faggeta circostante. I volontari hanno riaperto l’antico selciato del sentiero, sepolto ormai sotto strati di vegetazione e sedimenti, senza alterarne l’autenticità. Solo in alcuni tratti più critici è stato necessario l’aiuto di macchinari per superare smottamenti e ostacoli.
«Per rendere il percorso accessibile e sicuro per tutti sono state realizzate gradinate lungo i tratti più ripidi e installate balaustre lungo i punti panoramici», spiega Fabrizio Sfrattoni, presidente di Taruss, «nell’area conosciuta come “pisciarone” due nuove panche offrono opportunità di riposo e riflessione, integrandosi con quella già presente. Ora la nostra attenzione si sposterà sulla segnaletica per rendere più sicuro e invitante il percorso per i visitatori, garantendo un’esperienza indimenticabile ed educativa per chiunque si avventuri lungo i suoi antichi sentieri».
Decine e decine erano i carbonari che fino agli anni ’60 preparavano le cotte nelle faggete sopra al paese. Poi le donne portavano a piedi i sacchi lunga la mulattiera per Isola, il sentiero denominato “del carbone” appunto, per venderli. Un mestiere gettonato tanto che oggi i muri del paese lo raccontano nelle parole del romanzo “La donna di carbone” della scrittrice locale Lucia Marcone, che evidenzia il ruolo fondamentale delle donne. Rinaldo Sfrattoni è stato l’ultimo carbonaro di San Pietro e, ogni anno, Taruss rinnova la tradizionale cotta e un’escursione nella via del carbone che quest’anno sarà accessibile e da tutti.
«Il Sentiero del carbone non è solo un percorso escursionistico, ma una testimonianza tangibile del duro lavoro e della vita dei carbonai», conclude Sfrattoni, «che hanno plasmato queste terre secoli fa e, come sottolinea Marconi nel romanzo, ha permesso la sopravvivenza delle nostre genti».(a.d.f.)

