Istituto Braga, è quasi colmato il maxi debito con i docenti

TERAMO. «È una giornata epocale, oggi suggelliamo il rapporto con la Regione, che ci è stata sempre vicina». Con queste parole il presidente del conservatorio Braga, Sergio Quirino Valente, annuncia...
TERAMO. «È una giornata epocale, oggi suggelliamo il rapporto con la Regione, che ci è stata sempre vicina». Con queste parole il presidente del conservatorio Braga, Sergio Quirino Valente, annuncia l’accordo transattivo per cui la Regione versa 300mila euro (100mila all’anno per tre anni) come saldo dei debiti contratti con l’istituto quando era ancora “pareggiato” in termini del mancato versamento di quote.
La Regione, da statuto, era uno degli enti finanziatori insieme a Provincia e ai Comuni di Teramo e Giulianova. Anche loro – fa notare Valente – hanno debiti nei confronti del Braga, per 500mila euro l’uno. «Auspico presto una trattativa con gli altri enti», aggiunge secco il presidente.
Alla conferenza stampa per illustrare l’accordo per la Regione erano presenti uno dei principali artefici, il consigliere delegato alla cultura Luciano Monticelli insieme agli assessori teramani Dino Pepe e Giorgio D’Ignazio. «E’ un segnale molto concreto dell’azione che la Regione vuole mettere in campo anche in futuro per il Braga. Ad esempio, seguiremo da vicino la messa in sicurezza e ripristino della storica sede di piazza Verdi, danneggiata dal terremoto e per cui sono stati stanziati più di 5 milioni di euro», afferma Monticelli. Pepe ricorda che «nel 2014 il Braga era una criticità. In questi quattro anni sono stati risolti molti problemi, dalla statizzazione che è fondamentale, al reperimento di una sede decorosa e ora alla transazione». «Il Braga è l’esempio lampante che “uniti si vince”: c’è stato l’interessamento di tutti i consiglieri teramani per risolvere problemi annosi. Ricorso che mio padre che era sindaco già nel 1991-92 parlava di problemi al Braga», conclude D’Ignazio.
Problemi economici che ora sono quasi del tutto risolti, fa notare il direttore Federico Paci: «Ci portavamo dietro un debito pesantissimo: i docenti avevano accumulato fino a 14 stipendi arretrati, ora quelli passati si sono ridotti a 6 e con la transazione chiudiamo. Ora sono raddoppiate le iscrizioni e abbiamo riattivato corsi che erano fermi da anni, come quello per tecnico audio-luci. E ora sta andando a regime il progetto “Braga per la formazione” che mette in rete le scuole musicali che hanno i requisiti i cui studenti potranno continuare gli studi da noi». (a.f.)

