Istituto Zoli, proclamato lo sciopero a oltranza

I ragazzi continuano a non entrare in classe e lunedì incontreranno il sindaco La preside: «Sui bus la Tua non ha colpe, gli altri problemi segnalati sono reali»
ATRI. Gli studenti dell’istituto superiore Zoli di Atri proclamano lo sciopero a oltranza. Anche ieri, nonostante il maltempo, non sono entrati in classe e si sono riuniti sotto l’edificio di via Cicada per gridare le loro ragioni sui problemi del trasporto scolastico che sarebbe poco coordinato con le uscite, del sovraffollamento degli autobus, del degrado delle aule e della carenza di laboratori e strumenti didattici. Lunedì una delegazione degli studenti è riuscita a fissare un faccia a faccia con il primo cittadino Piergiorgio Ferretti per definire come affrontare le varie emergenze.
Ieri intanto alcuni ragazzi hanno diffuso delle foto che evidenziano come molti di loro siano costretti a stare in piedi sugli autobus della Tua. Alessandro D’Amario ha detto: «Le condizioni sui bus sono difficili, non si può tollerare in questi periodi di pandemia». Alessandra Cellinese, una rappresentante studentesca, ha aggiunto: «Sul problema dei bus sovraffollati siamo andati al deposito della Tua di Atri per parlare con gli autisti e capire dove sta il problema. Purtroppo ci hanno detto che dobbiamo parlare con i dirigenti. Lo sciopero continuerà a oltranza finchè non avremo risposte chiare e assicurazioni sulle criticità denunciate questa settimana. Lunedì con il sindaco intendiamo arrivare aduna soluzione. Domani (oggi, ndc) alla protesta si uniranno anche gli studenti del liceo sportivo».
Sullo sciopero in corso è intervenuta la dirigente scolastica Paola Angeloni, che ha voluto fare alcune precisazioni sul problema dei trasporti scolastici e ha detto: «I ragazzi mi hanno riferito dei bus pieni, in realtà quello che si verifica è che nella stessa linea passano più mezzi, ma quelli che vengono presi d’assalto sono i primi mentre gli altri rimangono spesso vuoti. Dare la colpa all’azienda Tua è un po’ azzardato. Prima dell’inizio delle lezioni c’è stato un coordinamento tra noi presidi e l’azienda di trasporti. Abbiamo fatto un piano: ogni classe va a casa prima un giorno alla settimana, questo per ridurre il flusso giornaliero. Quello a cui stiamo pensando ora sono uscite delle classi differite in modo tale da scaglionare la salita dei ragazzi sui bus». Angeloni fa poi riferimento a difficoltà amministrative e dice: «Io mi confronto con i ragazzi di frequente e ogni difficoltà cerchiamo di affrontarla insieme, ho accettato la loro richiesta di fare una ricreazione in più. Per quanto riguarda il degrado segnalato nelle aule e nei corridoi posso dire che purtroppo non c’è nella nostra scuola la figura del direttore dei servizi amministrativi, che deve essere nominato a livello ministeriale, e senza di lui i soldi non possono essere impegnati per opere di sistemazione. Per quanto riguarda la carenza di strutture didattiche nel Meccanico e non solo, segnalata dai ragazzi, abbiamo ricevuto diversi finanziamenti e siamo stati vincitori di diversi progetti “Pon”, ma questi sono fermi. Non abbiamo il segretario di ruolo e quindi è tutto congelato. È una situazione insostenibile per la gestione dei fondi, il pagamento ai docenti, la rendicontazione dei progetti già avviati. Non posso impegnare nulla», conclude Paola Angeloni, «se lo faccio occorre sperare che poi vengano emesse le fatture per prendere i fondi. Della questione il sindaco è al corrente».
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