Italia Viva non esclude un appoggio esterno

I renziani restano senza assessori ma per ora non sono fuori dalla maggioranza Marroni: «L’amministrazione è diventata di fatto un monocolore Dem»
TERAMO. Il contraccolpo ci sarà, ma non subito. L’esclusione di Italia Viva dalla giunta, ricostituita dal sindaco Gianguido D’Alberto dopo l’azzeramento di dieci giorni fa, non ha suscitato un’immediata reazione veemente. Maria Cristina Marroni, che ha perso il doppio incarico di vicesindaco e assessore, si dice tranquilla. «Ho metabolizzato, era nell’aria», spiega qualche ora dopo aver ricevuto la comunicazione da parte del primo cittadino che non c’erano le condizioni politiche per il suo reinserimento in giunta.
L’uscita dall’amministrazione è compensata dalla nomina a coordinatrice provinciale del partito in tandem con il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco. «Un grande onore e una grande responsabilità», lo definisce l’ex vicesindaco, che dunque siederà ai tavoli delle trattative con i potenziali alleati per la scelta dei candidati già a partire dalle prossime elezioni amministrative in primavera. Il confronto proseguirà anche con la nuova amministrazione comunale e con D’Alberto. «Rimangono aperte tutte le ipotesi», sottolinea la coordinatrice provinciale dei renziani, «ci siederemo dialogando tra forze politiche diverse». Non è escluso a priori un appoggio esterno alla maggioranza da parte dei tre consiglieri di Italia viva: gli ex Teramo 3.0 Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro e Flavio Bartolini, fuoriuscito dal Pd.
È comunque evidente per Marroni lo sbilanciamento della nuova giunta da nove assessori verso i Dem. «Di fatto è un monocolore Pd», fa notare riferendosi non solo ai due componenti di diretta espressione del partito, ma anche alla stessa provenienza politica di Giovanni Cavallari, Maurizio Verna e Ilaria De Sanctis che hanno avviato esperienze diverse dopo la militanza comune nei Democratici. La stessa matrice politica li accomuna a D’Alberto che, sempre secondo l’ex vicesindaco, si sarebbe riavvicinato al Pd con l’elezione a presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni.
Alla decisione di tenere fuori Italia viva dalla giunta fa riferimento anche il deputato renziano Camillo D’Alessandro presentando i nuovi coordinatori provinciali e parlando dei possibili accordi con il centrosinistra per le elezioni amministrative a Chieti e Avezzano. «Non abbiamo ancora deciso, ma di certo non ci faremo utilizzare a macchia di leopardo, a seconda delle circostanze territoriali», fa sapere, «la vicenda di Teramo in tal senso non aiuta: io lavoro per costruire il campo largo alternativo a Lega e Movimento 5 stelle». Le ripercussioni del mancato inserimento di Italia Viva nella giunta, dunque, potrebbero avere una portata più ampia rispetto al Comune e minare il progetto di ampio respiro indicato da D'Alberto per ridare centralità a Teramo nel panorama politico regionale. (g.d.m.)
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