Italia Viva: teca per valorizzare lo scheletro preistorico

TERAMO . «Lo scheletro preistorico ritrovato in via Raneiro va valorizzato». È quanto sollecita il gruppo di Italia viva in Comune, con una mozione che sarà messa ai voti in una delle prossime sedute...
TERAMO . «Lo scheletro preistorico ritrovato in via Raneiro va valorizzato». È quanto sollecita il gruppo di Italia viva in Comune, con una mozione che sarà messa ai voti in una delle prossime sedute consiliari.
Il documento si riferisce alla scoperta, risalente a metà novembre, di una sepoltura databile secondo i primi riscontri al cinquemila avanti Cristo. I resti del progenitore teramano sono stati individuati in via Raneiro, durante scavi per il posizionamento della fibra ottica, e acquisiti dalla Soprintendenza regionale archeologica per ulteriori accertamenti. Sullo scheletro è stato avviato uno studio, tramite esame al radiocarbonio, destinato a stabilirne l’esatta datazione. Se, come inizialmente prospettato, fosse confermata la collocazione temporale del reperto all’età neolitica, secondo i tecnici della Soprintendenza si tratterebbe di una scoperta eccezionale destinata a riscrivere la storia della città e di quella lontanissima epoca.
I consiglieri di Italia viva Flavio Bartolini, Giovanni Luzii e Osvaldo Di Teodoro ricordano infatti che, proprio gli archeologi, hanno evidenziato la portata del ritrovamento in quanto «esistono pochissimi siti neolitici in Italia». La conferma della datazione sposterebbe indietro di quattro millenni le tracce dei primi insediamenti umani nell’area dell’Interamnia di epoca romana e dell’attuale centro urbano. Italia viva, dunque, sollecita l’amministrazione «a voler dare sollecito avvio a tutte le attività propedeutiche alla valorizzazione della antichissima sepoltura, concordando le opportune intese con la soprintendenza riguardo alle operazioni e agli interventi tecnici di rispettiva competenza, volti al perseguimento della maggiore utilità collettiva per lo sviluppo culturale e turistico della città».
Sul posto del ritrovamento andrebbe collocato un calco dello scheletro, il cui originale verrebbe esposto in una sede protetta, riorganizzando la spazio con pavimentazione, copertura trasparente e un’adeguata illuminazione, nonché informazioni utili a dare risalto alla scoperta. (g.d.m.)
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