Italpannelli di Ancarano riparte dopo l'incendio

4 Luglio 2016

Dopo il dissequestro della parte distrutta dal rogo a fine marzo, sono stati conclusi i lavori di demolizione della struttura

ANCARANO. Dopo il dissequestro della parte della Italpannelli distrutta dal rogo a fine marzo, sono stati conclusi i lavori di demolizione della struttura ormai irrecuperabile. A coordinare l’attività per conto dell’impresa è Gabriele Di Natale, che curerà anche la ricostruzione della parte aziendale ora improduttiva. Occorreranno alcuni mesi per ripristinare la piena funzionalità della Italpannelli, che tornerà a produrre riassorbendo il personale. Alla demolizione dei manufatti è seguita la catalogazione dei rifiuti, che sono stati smaltiti come speciali.

L’azienda di Ancarano ha speso diverse centinaia di migliaia di euro per bonificare la porzione di capannone andato bruciato mentre per la ricostruzione ci vorranno tempo e denaro. Tutto è già programmato, per cui la ditta ancaranese situata lungo la Sp1 del Tronto dovrebbe iniziare i lavori entro breve tempo.

Le fiamme che distrussero la parte dello stabilimento portarono all’emissione di una fitta nube e al blocco di una parte della catena produttiva agricola fino al divieto di raccogliere ortaggi e frutta, di utilizzare acqua per irrigare i campi e alimentare gli animali, nel raggio di un chilometro dal luogo dell’incendio.

I prefetti di Teramo ed Ascoli, e i sindaci di Ancarano, Sant’Egidio, Controguerra, Castel di Lama, Colli del Tronto e Spinetoli, concordarono di emettere ordinanze di divieto per salvaguardare l’incolumità pubblica. Arta e Istituto zooprofilattico nel versante teramano del Tronto, Asur e Arpam in quello marchigiano, procedettero ai campionamenti per stabilire il grado di tossicità delle emissioni sprigionate dall’incendio e gli effetti sulle colture dei depositi da combustione. Per fortuna, non fu rilevata alcuna conseguenza permanente.

Alex De Palo

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