Itv, dal giudice doccia gelata In bilico la cassa integrazione

Cellino Attanasio, martedì assemblea dei lavoratori nell’azienda in concordato preventivo I commissari non devono firmare la richiesta per tutti i 200 dipendenti come sostengono i sindacati
CELLINO ATTANASIO. Colpo di scena alle Industrie tessili del Vomano. Si assottiglia la speranza di accedere alla cassa integrazione straordinaria per i 190 lavoratori. Il giudice delegato Giovanni Cirillo ha rigettato la richiesta che i commissari giudiziali (l’azienda è in concordato preventivo) sottoscrivano l’istanza di Cigs. Il nodo del contendere è quello espresso dagli operai durante il corteo di protesta del 18 settembre, che sembrava sciolto durante un incontro fra sindacati, giudice e uno dei commissari. I sindacati avevano infatti intuito che la domanda sare stata firmata.
Mercoledì scorso la doccia gelata. Cirillo sostanzialmente scrive che ha ricevuto il parere del commissari secondo cui la sottoscrizione della Cigs può essere ammessa per 103 lavoratori in esubero. Osserva poi che la concessione di questo ammortizzatore sociale secondo la legge è esplicitamente concesso alle azienda in concordato preventivo con cessione dei beni, mentre non si menziona quello “in continuità aziendale”. E ritiene che all’Itv è applicabile la norma per cui la Cigs viene concesso dietro presentazione di un articolato programma al ministero da parte dell’imprese che deve anche effettuare determinati investimenti. Per questo motivo rigetta la richiesta di disporre che i commissari sottoscrivano l’istanza per l’intera forza lavoro.
I sindacati non commentano la decisione del giudice, si riservano di farlo dopo l’assemblea che si terrà in fabbrica martedì prossimo. Si limitano a dichiarare il proprio «stupore».
Il motivo per cui i sindacati danno tanta importanza alla firma dell’istanza al ministero era stato ampiamente spiegato durante il corteo di protesta dei lavoratori, che hanno sfilato in centro storico fin sotto al tribunale. Da quanto dissero allora sindacati e lavoratori, durante una riunione al ministero per avviare appunto la pratica della cassa integrazione straordinaria era stato detto loro che è necessaria la firma dei commissari.
Il timore è che fra qualche mese ci si accorga che la Cigs senza la firma non può essere concessa e che l’azienda debba pagare gli stipendi per intero ai 190 lavoratori, 145 dello stabilimento di Cellino, e il resto di quello di Pinzano al Tagliamento. Sarebbe una cifra enorme che difficilmente l’azienda in concordato riuscirebbe a pagare. Tantopiù che i contributi a carico dell’azienda sarebbero maggiorati, perchè non c’è lo “sconto” per le azienda che fanno ricorso agli ammortizzatori sociali. Da qui il timore– emerso durante la manifestazione – che alla fine si arrivi a presentare istanza di fallimento. (a.f.)
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