Iva evasa per 6 milioni, arrestato imprenditore

È un 47enne di Atri nel settore del commercio dei carburanti. La Finanza sequestra la sua villa
ATRI. È una indagine che nasce da un servizio della trasmissione televisiva Report sulle frodi fiscali nel settore del commercio di carburanti quella che qualche giorno fa ha portato all’arresto di un 47enne imprenditore teramano del ramo per una frode dell’Iva da sei milioni di euro. L’uomo, G.M., di Atri, già due anni fa era rimasto coinvolto in un’altra inchiesta portata avanti dalla Procura di Ancona. Questa volta l’indagine è partita dalla Procura di Padova che ha delegato la locale guardia finanza. Nel bilancio dell’operazione, oltre all’arresto dell’uomo rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno, anche il sequestro della sua villa con tanto di piscina di cui la Finanza ha diffuso le immagini.
Sono 17 gli indagati e decine le società coinvolte con depositi di prodotti petroliferi. Perquisizioni hanno interessato le province di Padova, Venezia, Roma, Milano, Pescara, Teramo, Chieti, Bari e Salerno.
«L'attività», si legge in una nota delle Fiamme Gialle, « è frutto di un'indagine, coordinata dalla Procura padovana, che ha consentito di individuare, anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, un'associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di frodi fiscali cosidetto “carosello” nel settore del commercio carburanti per autotrazione, svolte mediante la creazione di società filtro e cartiere incaricate di emettere false dichiarazioni d'intento nei confronti di depositi commerciali con qualifica di “destinatario registrato” nonché fatture per operazioni inesistenti nei confronti di società filtro. Detto sistema di frode, di cui si è anche occupato il programma televisivo “Report”, ha consentito a 8 società 'cartiere, – con sedi a Roma, Capua (Caserta), Sabaudia e Chieti - facenti capo all'organizzazione, appositamente costituite e cessate dopo pochi mesi di attività, di omettere il versamento di 6 milioni di euro di Iva, in relazione al commercio di oltre 30 milioni di litri di carburanti, acquistati in soli 10 mesi da depositi comunitari, ubicati in Slovenia e in Croazia».
Secondo la ricostruzione della Finanza una volta immesso in consumo nel territorio nazionale, il carburante veniva destinato alla rete di distributori delle cosiddette “pompe bianche”.
Oltre alla villla nel Teramano del valore stimato in oltre un milione di euro, all’imprenditore sono stati sequestrati saldi di conto corrente e di beni mobili, tra cui tre autovetture, orologi di marca e gioielli.
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