Jacobini (PopBari): Bruxelles ci ha fatto perdere un miliardo

TERAMO. Si allarga la querelle fra Roma e l'Europa sui salvataggi bancari: il giorno dopo che il Tribunale dell'Ue ha riabilitato l'intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi per...
TERAMO. Si allarga la querelle fra Roma e l'Europa sui salvataggi bancari: il giorno dopo che il Tribunale dell'Ue ha riabilitato l'intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi per salvare Tercas, che venne vietato da Bruxelles in quanto ritenuto “aiuto di Stato”, la commissaria Antitrust Margrethe Vestager gira a Bankitalia la responsabilità della ristrutturazione delle quattro banche (tra le quali CariChieti) che, sul precedente del caso Tercas, non poterono usare quei fondi. Da Bankitalia trapela una replica: ci fu il veto di Bruxelles sull'uso del Fitd anche per una proposta in extremis. E il governo italiano valuta una richiesta di danni all'Ue.
Il primo livello dello scontro riguarda il salvataggio di Tercas da parte della Popolare di Bari, che si disse disposta a rilevare l'istituto teramano a patto che ne fosse ripianato il buco patrimoniale: lo fece il Fitd, appunto, con 300 milioni che però vennero giudicati illegittimo aiuto di Stato dal team della Vestager, dunque restituiti per poi tornare a Tercas, con una partita di giro, da un fondo volontario. Una decisione costata «un miliardo di raccolta», ha sottolineato ieri il presidente di PopBari Marco Jacobini (nella foto) lasciando la riunione dell'Abi. Sulla possibile richiesta di risarcimento, Jacobini ha detto: «Quello che chiederemo lo vedremo tra due mesi, quando sarà tutto certo».
Dopo il caso Tercas Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca Marche furono messe in risoluzione dalla Banca d'Italia imponendo il “burden sharing”, ossia le perdite agli obbligazionisti subordinati, oltre all'azzeramento degli azionisti. Fu l'orientamento della Commissione Ue, notificato prima della bocciatura ufficiale dell'intervento del Fitd, che secondo il presidente dell'Abi Antonio Patuelli bloccò «gli interventi di salvataggio preventivo». Su questo tema il senatore Luciano D’Alfonso e altri cinque parlamentari hanno presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia, nella quale chiedono «quali iniziative intenda adottare, conseguenti alla sentenza del Tribunale dell’Unione europea a tutela dei risparmiatori e delle banche danneggiate; se intenda concordare con la Commissione europea, alla luce della suddetta sentenza, i tempi e le modalità per il totale rimborso dei risparmiatori danneggiati e delle banche concorrenti danneggiati dalle decisioni assunte dalla Commissione che hanno imposto nel 2015 la risoluzione delle “quattro banche”, nonché reso notevolmente più onerosi i successivi interventi di salvataggio bancario; se non ritenga che, a seguito della sentenza del Tribunale dell’Unione europea, il Fondo interbancario abbia recuperato la piena legittimità operativa e riacquistato in pieno le proprie funzioni statutarie».(red.te)

