Jamming, il Tar sospende la demolizione
I titolari dello chalet dovevano rimuovere il tetto e altre parti ritenute abusive dal Comune
GIULIANOVA. Il Tar ha bloccato la demolizione che il Comune aveva ordinato per alcune parti dello stabilimento balneare Jamming sul lungomare Zara, accogliendo la richiesta di sospensiva presentata dalla società Malindi srl di Aldo De Ascentiis e Lia Di Giampietro, titolare dello chalet oggetto dei provvedimenti adottati dall’ufficio tecnico municipale nello scorso mese di febbraio. L’ordinanza del Comune riguardava la rimozione del tetto, di un chiosco destinato a bar e di alcune tende di chiusura. Il termine per rimuovere le parti dello stabilimento ritenute abusive era fissato per il 31 maggio, quando ci sarebbe stato un sopralluogo per verificare il rispetto alle prescrizioni imposte. I coniugi De Ascentiis e Di Giampietro hanno presentato ricorso al Tar incaricando l’avvocato Ettore Nesi di Firenze, legale di fiducia dell’Associazione balneari di Giulianova. Nell’udienza di ieri davanti al tribunale amministrativo dell’Aquila la ditta Malindi non solo ha ottenuto la sospensiva rispetto al provvedimento dirigenziale di demolizione e rimozione, ma ha avuto assicurazione di poter affrontare con tranquillità la imminente stagione balneare. Infatti, la sentenza di merito non arriverà prima di maggio 2019. De Ascentiis è ovviamente soddisfatto della decisione del Tar ma esprime anche il proprio disappunto sulla vicenda: «Il comune non ci ha aiutato. Abbiamo chiesto una proroga e invece ci è giunta un’ordinanza. Abbiamo quasi tulle le autorizzazioni per realizzare un nuovo stabilimento per cui, una volta in possesso del nulla osta della Dogana e dell’autorità marittima, tutta la vicenda si sgonfierà automaticamente. Vorrei solo ricordare che nel 2017 abbiamo dato lavoro a circa 40 persone e non mi sembra poco per uno chalet-pizzeria». (al.al.)
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