Johnson Controls, i sindacati: «Confermati i 59 licenziamenti»

19 Dicembre 2023

Smentito l’annuncio dato da Quaresimale, la produzione nello stabilimento di Corropoli cesserà «Abbiamo ottenuto un buon accordo su incentivi all’esodo e cassa integrazione, ma i posti saltano»

TERAMO. «La procedura di licenziamento collettivo è aperta, non c'è stato alcun congelamento. Nessun licenziamento è stato scongiurato». Così la segretaria della Fiom Cgil Natascia Innamorati ha aperto la conferenza stampa di ieri, convocata per fare il punto sulla vertenza che coinvolge 59 lavoratori della Johnson Controls, l'azienda americana specializzata in sistemi di sicurezza che ha deciso di delocalizzare la produzione dello stabilimento di Corropoli.
La necessità di «fare chiarezza» è scaturita dalle recenti dichiarazioni dell'assessore regionale Pietro Quaresimale che «ha detto che non c'è nessuna procedura di licenziamento collettivo: informazione sbagliata», ha proseguito Innamorati, che insieme al segretario della Fim Cisl Marco Boccanera e ai rappresentanti della Rsu aziendale ha spiegato il quadro nel quale ci si muove. «I lavoratori hanno lottato per salvaguardare il posto di lavoro, ma l'azienda ha tirato dritto sulla decisione di chiudere la produzione. Tramite trattative sindacali siamo giunti a un accordo, che da un punto di vista economico non ha precedenti in provincia, di non opposizione al licenziamento con incentivi all'esodo oltre alla cassa integrazione», ha aggiunto la sindacalista. L'accordo prevede il riconoscimento da 20 a 22 mensilità per chi non si opporrà al licenziamento fino al 30 giugno e l'attivazione di Cig per un anno. Per Boccanera «è un buon accordo perché dà un sostegno ai lavoratori che, però, non hanno più un lavoro. Quindi non c'è da essere felici. L'assessore Quaresimale ha preso un abbaglio, perché anche la cassa integrazione attivata è motivata dalla cessazione dell'attività. Ciò che chiediamo è di non fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori».
Fra le questioni che più premono i lavoratori c'è ora quella del ricollocamento: «Per molti di noi non sarà facile trovare una nuova occupazione: in azienda ci sono lavoratori con invalidità, nuclei familiari dove i due redditi derivano entrambi dalla Johnson, personale senza competenze specifiche. Chiediamo impegni per agevolare la ricollocazione», ha detto Oscar Silvestri, Rsu Fiom. Impegno che fa parte dell'accordo che i sindacati hanno sottoscritto con l'azienda e che dovrà coinvolgere la Regione affinché non si lascino soli i 59 operai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA