L’Abruzzo ospita il 2% dei migranti in Italia

6 Dicembre 2015

La Caritas fa il punto in un convegno: sono soprattutto maschi adulti e tanti vengono dall’Eritrea

TERAMO. In Abruzzo aumentano le domande per la prima e seconda accoglienza di migranti, rileva il consorzio Domus Caritatis. Ma chi sono gli immigrati che arrivano in regione e cosa prevede la legge su accoglienza, integrazione e protezione internazionale? Il tema è stato affrontato giovedì scorso in un incontro organizzato dalla Caritas diocesana e se ne tornerà a parlare venerdì 11 dicembre alle 9 in una tavola rotonda promossa dall'associazione dei Giovani psicologi in collaborazione con il centro Sprar di Teramo, Domus Caritatis e Unicef.

L'Abruzzo ospita il 2% dei migranti presenti attualmente sul territorio nazionale e in provincia di Teramo ce ne sono 502, dislocati nelle 17 strutture di accoglienza divise tra la costa e l'interno. Otto di questi centri (a Rocca Santa Maria, Monte Fanum e Villa Emmaus a Torricella, Varano, Feudo di Castellalto, Atri, Castelli e Montorio) sono gestiti dal consorzio Solidarietà aprutina. La provincia ospita per lo più giovani uomini adulti, pochi i minori per i quali sono state già avviate le specifiche procedure di affido. Inoltre a livello sanitario non sono emerse problematiche, nessun allarme dunque.

Dei 121mila migranti arrivati quest'anno in Italia la maggior parte è di nazionalità eritrea. Gli eritrei tuttavia sono solo di passaggio, di fatto preferiscono spostarsi altrove. I dati sono emersi giovedì all'interno dell'iniziativa di formazione organizzata dalla Caritas in collaborazione con Asl, questura e prefettura. Il corso di aggiornamento, moderato da don Igor Di Diomede, ha visto gli interventi di Alberto Di Gaetano, dirigente della prefettura, che ha tracciato un quadro normativo su accoglienza e nuove procedure di esame per le domande di accoglienza, alle luce delle modifiche del decreto legislativo 142 del 2015. Dino Petitti, dirigente dell'ufficio immigrazione della questura di Teramo, è intervenuto più sulla prospettiva europea del fenomeno "Il sistema di asilo in Italia cambia... cosa dice l'Europa"; infine Tommaso Ceci, direttore del distretto sanitario di base di Teramo, ha affrontato gli aspetti sanitari dell'accoglienza. E venerdì si terrà il nuovo incontro: scopo dell'iniziativa, spiegano gli organizzatori, sarà di stimolare un dibattito sulle prospettive future della migrazione alla luce dei fatti di più stringente attualità, evidenziandone criticità e opportunità. (e.m.)

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