L’accoltellatore parla e si difende: «Una lite, non volevo fargli male»

13 Giugno 2024

Il giovane risponde alle domande del giudice che si riserva sulla richiesta degli arresti domiciliari: «Ci siamo insultati, c’è stata una colluttazione e io ho preso il coltello dalla tasca per spaventarlo»

TERAMO. «Non volevo fargli del male. Abbiamo litigato, c’è stata una colluttazione, mi sono spaventato e ho preso dalla tasca il coltello solo per spaventarlo»: il 19enne macedone accusato di aver accoltellato il ventenne teramano si difende davanti al giudice dall’accusa di tentato omicidio.
Nel corso dell’udienza di convalida che si è svolta ieri mattina in carcere il giovane, assistito dall’avvocato Rocco Giovanni Maria Alessi, ha risposto alle domande del giudice Roberto Veneziano. Al magistrato ha raccontato che con il ferito erano amici e che qualche giorno prima dei fatti ci sarebbe stata una lite in macchina davanti a una terza persona per una questione relativa al pagamento di una quota benzina. «Poi ci sono state delle telefonate», ha detto ancora il giovane, «e dei litigi».
Il difensore ha chiesto per il giovane, che è incensurato, gli arresti domiciliari e il giudice su questo si è riservato. Il provvedimento sarà depositato nelle prossime ore.
Nell’abitazione i militari hanno trovato un coltello a serramanico, probabilmente quello usato per l’aggressione, e dei vestiti sporchi di sangue. Secondo la Procura avrebbe sferrato tre coltellate al ragazzo colpendolo all’addome e un braccio. Il ferito, fortunatamente, non ha avuto gravi conseguenze: è stato medicato e dimesso dall’ospedale con una prognosi di trenta giorni. Tra il ventenne teramano e il macedone la violenta lite è scoppiata in prossimità dei resti del teatro romano dove il giovane si trovava in compagnia di alcuni amici. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri tra i due ci sarebbe stato violento diverbio al culmine del quale ci sarebbero state le coltellate: tre fendenti di cui due all’addome e uno al braccio con cui il teramano ha cercato di ripararsi. I testimoni hanno raccontato che sono stati loro a bloccare l’aggressore che aveva atterrato a terra l’altro. Il giovane ferito, immediatamente soccorso, è stato trasportato in ospedale dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di trenta giorni: fortunatamente, non è in pericolo di vita anche se i fendenti all’addome avrebbero potuto avere conseguenze peggiori. Secondo la versione fornita dai carabinieri, sembra che all’origine dell’aggressione ci sarebbe un precedente litigio scoppiato tra i due in occasione di una partita di calcetto. L’aggressore è stato identificato dai carabinieri dopo qualche ora dal fatto grazie soprattutto alle testimonianze di alcune persone. La Procura, titolare del fascicolo Silvia Scamurra, indaga per tentato omicidio.
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