L’accusa: infastidito dal pianto
Una vicenda che all’epoca scosse l’opinione pubblica e diventò un caso nazionale. Era il luglio del 2011 quando nel piccolo centro ascolano di Folignano, dove la coppia teramana viveva da qualche...
Una vicenda che all’epoca scosse l’opinione pubblica e diventò un caso nazionale. Era il luglio del 2011 quando nel piccolo centro ascolano di Folignano, dove la coppia teramana viveva da qualche anno, iniziarono le ricerche del piccolo Jason, due mesi di vita.
A dare l’allarme furono gli operatori dei servizi sociali che si occupavano della famiglia e che nel corso di una visita in casa notarono l’assenza del neonato. I due genitori cominciarono ad autoaccusarsi fino a quando la donna disse che il piccolo era stato ucciso dal padre infastidito dal piano e successivamente lasciato in un bosco. Immediate le ricerche che durarono settimane: il corpicino non è mai stato trovato.
A dare l’allarme furono gli operatori dei servizi sociali che si occupavano della famiglia e che nel corso di una visita in casa notarono l’assenza del neonato. I due genitori cominciarono ad autoaccusarsi fino a quando la donna disse che il piccolo era stato ucciso dal padre infastidito dal piano e successivamente lasciato in un bosco. Immediate le ricerche che durarono settimane: il corpicino non è mai stato trovato.

