L’addio a Nerio Rosa il preside innovatore Aprì il liceo alla città

22 Maggio 2019

In tanti alla Madonna delle grazie ai funerali del critico d’arte L’omaggio di una delegazione di studenti dell’Artistico

TERAMO. In tanti hanno voluto tributare l’ultimo saluto a Nerio Rosa, critico d'arte, storico, ma soprattutto fondatore del liceo artistico di cui è stato preside per circa trent'anni, morto lunedì a 87 anni.
Toccante il ricordo di Rosa tratteggiato, durante la cerimonia funebre al santuario della Madonna delle Grazie da Sandro Melarangelo, ex docente all’Artistico e pittore. «Nerio è stato non solo il fondatore del liceo artistico, ma anche un faro e un pioniere per la cultura e per l'arte della città e della regione. Il liceo grazie a lui si è sempre caratterizzato come un istituto moderno, aperto ai nuovi stimoli e alle nuove istanze della cultura nazionale. Non era affatto un semplice amministratore dell'istituto ma anche un innovatore di tutta la cultura teramana. Veniva da una famiglia illustre, molto conosciuta in città. Il trisavolo era il più importante archeologo e paleontologo della storia d'Italia; il padre, come il figlio, era un profondo conoscitore d'arte, nonché direttore della camera di commercio. Nerio Rosa era un preside assolutamente controcorrente, promotore degli ideali post sessantottini. Mai duro e mai troppo severo nei confronti delle idee rivoluzionarie e della azioni di protesta di alcuni suoi vivaci studenti dell'epoca, anzi, andava spesso contro quelli erano i dettami politici e le regole imposte dal ministero dell'istruzione, risultando sempre saggio e giusto».
Un preside, è stato ricordato ancora durante la cerimonia, che all’Artistico aveva chiamato ad insegnare i migliori docenti a disposizione, che si sono poi distinti in campo nazionale e internazionale. «Decise tra l'altro, primo in tutta Italia, di aprire al pubblico i consigli di istituto, dunque anche a tutta la città, a chiunque volesse partecipare», ricorda ancora Melarangelo, «consigli di istituto che diventavano pertanto veri e propri luoghi di cultura e di aggregazione per tutta Teramo». A stringersi attorno alla moglie Irene de Albentiis, ai figli Alessandro e Maurizio ieri sono stati veramente in tanti. Fra questi il sindaco Gianguido D’Alberto e una delegazione del liceo.
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