L’addio alle due giovani vittime dello schianto tra moto e scooter

13 Giugno 2021

Oggi i funerali del 38enne Cervellini. La salma del 27enne Rabya partita per rientrare in Tunisia Il cordoglio del sindaco Vagnoni: «Una tragedia che ha sconvolto la serenità della nostra comunità»

MARTINSICURO. Ancora frastornata e addolorata per l’incidente mortale di venerdì sera, accaduto solo 24 ore dopo la tragedia del piccolo Clayton di 18 mesi caduto dal terzo piano di casa, la comunità di Martinsicuro si prepara a dare il suo addio alle due giovani vite spezzate dall’impatto frontale tra una moto e uno scooter, Giovanni Maria Cervellini di 38 anni e Chebbi Rabya di 27. Il pm di turno Davide Rosati, infatti, non ha disposto l’autopsia, riconsegnando le due salme ai familiari e autorizzando quindi le esequie.
«In due giorni è stata sconvolta la serenità della nostra cittadina», dice il sindaco Massimo Vagnoni, continuando: «Sono momenti tristi e bui che fanno pensare quando la vita sia ingrata. Mi stringo al dolore di tutte e tre le famiglie a nome di tutta la comunità». Insieme al primo cittadino truentino, l’intera comunità si è stretta intorno alle famiglie, anche invadendo i social per ricordare i due giovani e per inviare messaggi di cordoglio, sottolineando il difficile e doloroso momento che vive Martinsicuro da qualche giorno.
Cervellini era in sella alla moto di grossa cilindrata che, secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, ha invaso la carreggiata opposta di via Roma, proprio davanti alla caserma dell’Arma, per superare un’auto che procedeva nella sua stessa direzione.
Titolare di una lavanderia nel quartiere Tronto, il 38enne era un amante delle due ruote. «Caro Giovanni», lo ricorda un amico che ha condiviso con lui tanti viaggi ed esperienze in moto, «sempre col sorriso, sempre presente è disponibile, un amico da sempre, potrei continuare a scrivere all’infinito ma non riuscirei comunque a descriverti in tutto. Mi si è spezzato il cuore».
Cervellini lascia il padre Abramo, la madre Teresa e un fratello. La comunità martinsicurese gli darà l’ultimo saluto e abbraccerà la sua famiglia oggi pomeriggio, ai funerali fissati per le 16 nella chiesa del Sacro Cuore.
In sella allo scooter colpito dalla moto, che ha anche preso fuoco dopo il violentissimo impatto, c’era invece Rabya. Il 27enne nel pomeriggio era stato in spiaggia insieme ad altri due amici, anche loro in sella agli scooter al suo fianco, e si stava dirigendo in un ristorante della città dove aveva in programma di assistere alla partita della Nazionale nel campionato europeo di calcio con la sua compagnia.
Rabya era di origine tunisina, ma era comunque molto conosciuto a Martinsicuro, dove si era trasferito da giovanissimo e dove aveva vestito la maglia biancazzurra della locale squadra di calcio, fino alla categoria juniores. Da alcuni anni il giovane si era trasferito in Francia, dove lavorava in una società di prodotti chimici. Era tornato da poco nella Martinsicuro dove era cresciuto edove aveva lasciato tanti amici, oltre che la sua famiglia.
«A volte la vita è così ingiusta», dice nel suo ricorso Gianmarco De Cesaris che ha condiviso con lui tante battaglie sul rettangolo verde di gioco, «siamo cresciuti insieme, stessa classe, stessa squadra, stesso ruolo, uno di fianco all'altro, tanto che mentre giocavamo le persone ci scambiavano. Eri tornato ed eri felicissimo di essere finalmente a casa, sempre con il sorriso e con la tua voglia di scherzare con tutti. Ma purtroppo la vita a volte è davvero ingiusta e difficile da accettare. Mancherai tanto amico mio, mancherai a tutti».
Il 27enne lascia il padre, marittimo in zona, la madre, un fratello e una sorella. La sua salma sarà trasportata nel suo paese di origine su un volo supportato dal governo tunisino, lì sarà tumulata. Ieri la salma è stata preparata a Teramo per l’ultimo viaggio ed è partita alla volta di Roma dove si imbarcherà per il paese del Nord Africa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA