L’albanese: ho sparato per difendermi

17 Ottobre 2018

L’uomo accusato di tentato omicidio risponde alle domande del giudice: «Gli altri mi hanno colpito con coltelli e bastoni»

ALBA ADRIATICA. «Ho sparato per difendermi davanti a quattro uomini armati di coltelli e bastoni». Il 33enne cittadino albanese Arlin Cera, arrestato con l’accusa di aver sparato durante la violenta rissa scoppiata ad Alba Adriatica, ha invocato la legittima difesa. Lo ha fatto nel corso dell’udienza di convalida che si è svolta ieri in carcere davanti al gip Domenico Canosa.
L’uomo, accusato di tentato omicidio, non si è avvalso della facoltà di non rispondere ma, assistito dal suo avvocato Leonardo Arnese, ha risposto alle domande del giudice e ha dato la sua versione dei fatti sul perchè del colpo di pistola esploso contro il 38enne Lillo Luciani, domiciliato a Martinsicuro ma originario di Bari, raggiunto mentre scappava e attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Atri. Cera ha raccontato che quest’ultimo aveva cominciato ad infastidire alcune bariste e degli avventori del bar dell’hotel Atlante e che per questo era stato mandato via. Ma poco dopo era tornato in compagnia di altri tre albanesi che, secondo la versione di Cera, si erano presentati armati di coltelli e mazza da baseball con cui l’avevano colpito. L’uomo, per ora, resta in carcere.
Intanto nelle prossime ore potrebbero esserci ulteriori novità sulla violenta rissa scoppiata nella notte tra venerdì e sabato e ricostruita nei minimi dettagli dai carabinieri anche senza le immagini delle telecamere visto che quelle che ci sono non funzionano. Secondo una prima ricostruzione dei militari tutto è iniziato quando l’italiano si sarebbe presentato nell’hotel e avrebbe iniziato ad infastidire alcuni avventori e alcune delle bariste. Invitato ad allontanarsi, dopo qualche tempo si sarebbe nuovamente presentato in compagnia di alcuni albanesi. A questo punto sarebbe spuntato un coltello con cui Arlin Cera sarebbe stato colpito più volte e successivamente preso a bastonate con una mazza da baseball. A spalleggiare l’italiano sarebbero stati altri albanesi che avrebbero colpito il connazionale all’interno del locale. Tutto in un crescendo di violenza. Perché a questo punto nelle mani di Cera sarebbe comparsa una pistola con cui l’uomo avrebbe inseguito fuori dal locale Luciani e gli avrebbe sparato due colpi: uno sarebbe andato a vuoto e l’altro lo ha raggiunto alla schiena. Va detto che è stato l’albanese, dopo essere stato rintracciato dai carabinieri in una stanza dell’hotel, a confessare di aver sparato. Nel frattempo restano sotto sequestro probatorio alcune stanze e la cucina dell’hotel.
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