L’allarme: ricostruzione ignorata anche dal decreto Semplificazioni

Il deputato ex 5 Stelle Zennaro: «Il testo che sta per essere approvato ignora le richieste dei sindaci» D’Alberto mostra cautela: «Aspettiamo la stesura definitiva, di sicuro ci aspettiamo tantissimo»
TERAMO. «Ricostruzione post sisma ignorata nel decreto Semplificazioni». A lanciare l’allarme è il deputato ex Cinque stelle Antonio Zennaro, passato da alcuni mesi nel gruppo misto, che evidenzia il mancato inserimento delle misure per le aree del cratere nel testo di prossima emissione da parte del governo.
«Il testo del decreto che sta per essere approvato mi risulta abbia ignorato, o quasi, le richieste dei sindaci e dei professionisti sulla ricostruzione post-sisma», fa sapere il parlamentare, «salvo ripensamenti dell’ultim’ora, con una totale assenza di provvedimenti a favore delle zone terremotate». Si tratterebbe, insomma, dell’ennesimo smacco ai danni delle aree ancora alle prese con l’emergenza determinata dalle scosse sismiche a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017. «Non è questo il momento di mollare, com'è accaduto per i fondi straordinari ai comuni della zona rossa colpiti dal Covid-19», sottolinea Zennaro, «continuerò a portare le istanze in Parlamento e, quando il decreto arriverà alla Camera, presenterò nuovamente le richieste degli amministratori, affinché la sorte dei territori e dei cittadini colpiti dal terremoto torni ad essere una priorità per il governo».
Più cauta la valutazione del sindaco e presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, Gianguido D’Alberto. «Stiamo aspettando il testo definitivo», premette, «bisogna vedere cosa contiene, ma di sicuro ci aspettiamo tantissimo già nella stesura iniziale». Per il primo cittadino teramano è fondamentale che le misure a sostegno della ricostruzione post-sisma rientrino nel testo licenziato dal governo, senza attendere insomma che siano ripescate attraverso emendamenti e trattative estenuanti. «In questo momento storico, come dimostrano le procedure per le opere pubbliche», ribadisce D’Alberto, «senza semplificazione e una vera sburocratizzazione non riusciremo a uscire dall’emergenza». Il riferimento è il “modello Genova’’ adottato per la ricostruzione del ponte Morandi. «Si ridia fiducia alla politica, alle istituzioni e in particolare ai sindaci, che l’hanno ampiamente meritata in questi anni», conclude D’Alberto, «le briglie normative, per quanto frutto di cattive gestioni, non ci permetteranno di sbloccare la situazione». L'emergenza, secondo il sindaco, sarà ancora lunga e proprio per questo sono indispensabili misure straordinarie.
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