L’alleanza: «Di Sabatino ha messo in cantina l’umiltà»

TERAMO. «I giovani c’erano, a cominciare dal candidato sindaco Gianguido D’Alberto che non è certo un anziano». L’alleanza civica per Teramo replica così alle perplessità espresse dall’emissario del...
TERAMO. «I giovani c’erano, a cominciare dal candidato sindaco Gianguido D’Alberto che non è certo un anziano». L’alleanza civica per Teramo replica così alle perplessità espresse dall’emissario del Pd Renzo Di Sabatino dopo l’assemblea di sabato pomeriggio.
I rappresentanti delle cinque liste civiche scese in campo al fianco di D’Alberto rispondono in chiave ironica al presidente della Provincia sottolineando che i giovani, nel suo partito, hanno fatto più danni che bene. «Già messa in cantina l’umiltà con cui Di Sabatino ha assunto il suo ruolo di mediatore che riconducesse a una unità all’interno del Pd prima, e delle altre forze del centrosinistra poi», affermano, «si gettano ora responsabilità di fallimento su un movimento appena nato e nato, lo ribadiamo, al di fuori delle logiche di partito, senza preclusioni e trasversale, con l’unico obiettivo delle sorti della città e dei teramani come politica da mettere in atto».
L’alleanza evidenzia anche l’apprezzamento manifestato dall’esponente Dem per gli artisti Paolo Di Sabatino e Carmine Di Giandomenico schierati con i civici e «ai quali, però, il suo partito non ha mai aperto alcuna porta, né dato mai voce». A parte l’età media della convention di sabato pomeriggio, «così partecipata come nei partiti tradizionali non riesce ad avere neanche alle feste di Capodanno», gli alleati evidenziano l’intenzione di «mettere in campo argomenti per cui giovani e vecchi possano scegliere dove indirizzare il loro voto, senza bisogno di influenzare qualcuno; il voto inconsapevole o determinato da altre logiche, quelle clientelari e vuote di principi e di idee che hanno ridotto Teramo sul lastrico e nella totale decadenza, non è il nostro». Il riferimento fatto poi da Di Sabatino all’alleanza come un tentativo di copiare il Movimento 5 stelle «sembra una provocazione di natura politica», dicono i civici, «di quella politica in cui non vogliamo cadere».
Nonostante le valutazioni non proprio incoraggianti dell’emissario Dem, i rappresentanti delle cinque liste civiche conservano un atteggiamento propositivo. «Non ci diamo per vinti, le nostre porte restano aperte», concludono, «la sintesi del Pd, però, e l’unità del partito è questione del Pd, non dell’alleanza civica per Teramo». (g.d.m.)
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