L’amica di Francesca: «Sognava di poter fare la parrucchiera»

26 Marzo 2021

Oggi l’autopsia sulla ragazza di 24 anni trovata morta nell’appartamento di alcuni amici di Pineto La Procura indaga anche per omissione di soccorso nei confronti della coppia che l’ha ospitata

ROSETO. «Il sogno di Francesca era fare la parrucchiera, lo desiderava da tempo». A confidarlo è una cara amica di Francesca Martellini, la giovane 24enne trovata morta sabato sera in un’abitazione a Scerne di Pineto dov’era ospite di alcuni amici, ora indagati per morte come conseguenza di altro reato e omissione di soccorso.
Francesca infatti, nel 2015, ha frequentato per un anno un corso di parrucchiera a Mosciano e ha anche lavorato l’anno successivo in un salone. «La ricordo per il suo sorriso e per i suoi occhi meravigliosi», continua l’amica, «e la sua voglia di imparare il mestiere. Era una persona dal cuore tenero, generosa, e mi parlava spesso di suo padre che lavora e vive in Germania e della sua adorata nonna che andava a trovare spesso. Aveva tanti progetti da realizzare, nonostante la sua vita difficile e travagliata». Sulla sua strada, purtroppo, ha incontrato amicizie sbagliate che l’hanno trascinata nel tunnel della droga. «Mi è dispiaciuto molto», aggiunge l’amica, «avevo una speranza che ne fosse uscita alla fine dello scorso anno, quando è stata per tre mesi e mezzo in Germania con il padre, e la sentivo anche più contenta». E oggi alle 15 ci sarà l’autopsia disposta dal pm Silvia Scamurra che ha affidato l’incarico al medico legale Antonio Tombolini. Con lui il magistrato ha chiamato anche il tossicologo forense Rino Froldi. La donna da qualche giorno era ospite di una coppia di amici, un uomo e una donna, in un appartamento di Scerne di Pineto. Secondo la versione dei due amici sabato scorso, dopo aver cenato, Francesca Martellini sarebbe andata a riposare dicendo di non sentirsi molto bene. Dopo qualche ora i due amici sarebbero andati nella sua stanza per informarsi sulle sue condizioni, e avrebbero provato a svegliarla senza riuscirci e così hanno chiamato i soccorsi.
L’ipotesi della Procura, però, è quella che la 24enne sia stata male per diverse ore, forse un giorno, prima che i due amici che la ospitavano decidessero di chiedere aiuto e di chiamare il 118, e che il malore, rivelatosi poi fatale, sia stato provocato da farmaci o da una sostanza stupefacente. Resta ora il dolore dell’amica e dei suoi familiari, del padre Nando che è tornato tre giorni fa dalla Germania e che ha nominato un legale, l’avvocato Alessandro Recchiuti, per cercare di far luce sulla vicenda. «Voglio giustizia per la morte di mia figlia» ha detto l’uomo che in passato ha più volte portato la ragazza con sè in Germania.
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