L’Anaao: la guerra si vince sul territorio

29 Aprile 2020

Mucciconi: «A Teramo epidemia contenuta con i tamponi, bisogna isolare i malati e non ricoverarli»

TERAMO. Il dirigente medico della Asl di Teramo Angelo Flavio Mucciconi, membro del consiglio regionale dell’Anaao Assomed, in una nota invita a considerare prioritaria, nella gestione dell’emergenza pandemica, la medicina territoriale e non gli ospedali. «Oggi qualcosa inizia a cambiare», scrive Mucciconi, «e deve cambiare. Si sente sempre più spesso parlare di gestione territoriale della pandemia: in questa guerra contro un nemico invisibile e sfuggente la vittoria si può ottenere sul territorio. La liberazione non verrà dai letti di ospedale ma dalla gestione sul territorio della pandemia. Fino al vaccino o a cure specifiche che appaiono, comunque, lontane, l’identificazione precoce dei nuovi contagiati e la seguente gestione domiciliare o alberghiera sono l’unico obiettivo da raggiungere. Quanto vissuto nelle passate settimane ci ha insegnato che l’individuazione precoce dei Covid positivi e la gestione domiciliare consentono un miglior decorso clinico e anche un determinante controllo dei contagi. Se può rientrare in una logica complessiva l’individuazione di strutture ospedaliere finalizzate alla gestione di eventuali futuri ricoveri, in questa fase l’unica strategia vincente è un investimento di risorse e impegno sul territorio».
Secondo Mucciconi «occorre modellare un sistema integrato che coinvolga tutte le risorse professionali, calare l’assistenza nelle case inventando equipe speciali, centrali di coordinamento, sfruttando ogni tecnologia idonea senza spostare i pazienti se non utilizzando strutture di tipo alberghiero per favorire un migliore, più facile ed efficace isolamento sul territorio. L’Asl di Teramo, che a oggi ha già eseguito più di 12.000 tamponi, ha ottenuto un adeguato controllo epidemico non tanto e non solo per una adeguata e fruttuosa gestione delle ospedalizzazioni, ma proprio perché l’importante numero di persone valutate ha consentito di identificare, isolare e quindi contenere ogni piccolo focolaio epidemico. L’ospedale, qualsiasi ospedale, viene dopo, cioè quando l’intervento territoriale è risultato inefficace e le condizioni cliniche dei pazienti impongono una gestione di livello assistenziale e tecnologico più avanzato».
L’esponente dell’Anaao ne fa anche una questione di risorse economiche: «Qualsiasi struttura ospedaliera con 200 posti letto necessita di 400- 500 professionisti destinati all’assistenza dei pazienti. Personale che non abbiamo e che, comunque, impiegheremo anni a reperire. Più rapida, più semplice, più efficace ed efficiente è l’individuazione di una strategia del territorio che sfrutti anche le nuove tecnologie per la diagnostica come, ad esempio, possono essere i tamponi rapidi o gli esami sierologici. Nella Asl di Teramo e sul territorio regionale, ci dobbiamo affidare ad una medicina di vicinanza».