L’Api attacca Di Sante: nomina illegittima

28 Maggio 2015

Secondo l’associazione il presidente della camera di commercio ha superato il limite dei mandati

TERAMO. L’Api, l’associazione delle piccole e medie industrie, torna ad attaccare a testa bassa sulla camera di commercio di Teramo, ribadendo le proprie perplessità sulla legittimità della nomina a presidente di Giandomenico Di Sante, salito al vertice dell’ente camerale da poco più di un mese. Lo spunto per questo nuovo attacco viene da una recente sentenza del Tar di Reggio Calabria su un caso analogo, sentenza che, secondo l’Api, potrebbe fare scuola anche a Teramo. «L’attuale presidente risulta presente all’interno della giunta camerale dal 15 marzo 1999 a tutt’oggi», afferma il presidente dell’Api di Teramo Alfonso Marcozzi, «e non poteva essere rieletto all’interno della giunta stessa per il quarto mandato». Secondo l’associazione dele piccole e medie imprese, la legge 580/1993 vieterebbe di ricoprire tre mandati all’interno della giunta e la sentenza 444/2015 del Tar della Calabria, che ha annullato l'elezione del presidente della camera di commercio di Reggio Calabria per limite di mandati, non farebbe altro che confermare quanto sostenuto ormai da mesi dall’Api. In una lettera a firma del presidente dell'Api, inviata il 22 maggio al segretario generale della camera di commercio di Teramo Giampiero Sardi, si ricordano questa e un’altra questione, quella che riguarda la condizione di pensionato di Di Sante. «L’ente camerale», si legge nella lettera, «si è interrogato sul divieto di cariche all’interno di organi di governo dell’amministrazione a soggetti in quiescenza ai sensi dell’art. 6 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90, dal momento che l’attuale presidente e qualche altro componente della giunta ci risultano in questo status?». L'Api si dice in attesa di una risposta su entrambi i fronti, chiedendosi se la camra di commercio «continuerà a far finta di niente».

Chiara Di Giovannantonio

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