L’Api insiste: nomine illegittime alla camera di commercio

15 Settembre 2015

Nel mirino di Marcozzi il presidente Di Sante e il vice Lanciotti «Il Consiglio di stato vieta la proroga oltre il terzo incarico»

TERAMO. «La giunta della camera di commercio è illegittima». Torna alla carica Alfonso Marcozzi, presidente provinciale dell’Api, l’associazione delle piccole e medie imprese, che in una nota indirizzata tra gli altri al ministero dello Sviluppo economico contesta la regolarità delle nomine ai vertici dell’ente. La questione era stata sollevata già nei mesi scorsi da Marcozzi che aveva indicato una sentenza del Tar di Reggio Calabria secondo cui gli incarichi non potevanno essere rinnovati oltre i tre mandati consecutivi. Questo pronunciamento è stato di recente confermato dal consiglio di Stato è dunque, secondo Marcozzi, «fa giurisprundenza» anche per due dei componenti della giunta camerale di Teramo: il presidente Giandomenico Di Sante eil vicepresidente Gloriano Lanciotti. L’illegittimità delle nonime, a suo giudizio, «mette in discussione l’intera attività della camera di commercio che si espone ai più svariati ricorsi: difatti, chiunque dovesse sentirsi danneggiato da qualsiasi provvedimento avrà tutti i diritti di agire in giudizio» per far decadere l’organo di vertice dell'ente. Marcozzi, dunque, invita all’autocritica gli imprenditori che hanno designato Di Sante e Lanciotti alla guida dell'ente. Il presidente dell’Api invoca la cancellazione delle camere di commercio e contesta le iniziative connesse all'accorpamento di quella di Teramo all'Aquila. In particolare evidenzia l’incongruenza relativa alla realizzazione di una nuova sede a Bazzano. «Va benissimo il recupero della struttura storica all'Aquila», conclude, «ma non c’è bisogno di spendere tre milioni di euro e consumare terreno per costruirne un’altra visto che la camera di commercio ne ha una di sua proprietà a Teramo». (g.d.m.)

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