L’Api: «Una banca dati grazie alle schede Aedes»

8 Marzo 2019

Per il presidente Marcozzi mappando danni sul territorio e interventi effettuati si potrebbero programmare azioni per gestire al meglio future emergenze

TERAMO. Partire dai danni provocati dal sisma sul territorio per creare un sistema di conoscenze che aiuti a gestire eventuali nuove emergenze e a programmare i futuri interventi.
È quanto chiede il presidente dell’Api Alfonso Marcozzi, che sottolinea come un grande aiuto, in questo senso, possa arrivare dalle schede Aedes raccolte in questi anni. «È necessario trasformare il terremoto in un’opportunità in termini di conoscenza», dichiara Marcozzi, «ed è possibile farlo partendo proprio dai danni rilevati dalla protezione civile attraverso le schede Aedes. Mappando, tramite queste schede, gli edifici e le zone che hanno subito danni ed anche gli interventi effettuati su quegli immobili e su quelle aree, riusciremmo ad avere una banca dati preziosissima per il futuro».
Per Marcozzi, infatti, creando una banca dati con le schede Aedes e gli interventi realizzati, amministrazioni e protezione civile avrebbero una mappa delle aree più rischio e potrebbero programmare e progettare azioni future senza improvvisare. «Se so che in una determinata zona sono stati effettuati tutta una serie di lavori», continua Marcozzi, «so che probabilmente in futuro quella zona non avrà danni o comunque ne avrà meno di altre zone dove non sono intervenuto. E questo mi servirà, in caso di emergenza, anche per individuare adeguati punti di raccolta ed allocare le risorse dove realmente servono».
Un sistema di conoscenze che, per Marcozzi, guarda al futuro. Nei mesi scorsi il presidente dell’Api aveva lanciato l’idea di un’anagrafe delle opere pubbliche. E il sistema delle conoscenze che propone adesso risponde alla stessa esigenza. L’idea di fondo, infatti, è quella di mettere in rete, tramite le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, tutte le informazioni possibili al fine di una corretta gestione del territorio, delle emergenze, di una corretta programmazione. «Solo attraverso un reale sistema di conoscenze», conclude Marcozzi, «è possibile prendere delle decisioni che permettano di affrontare i problemi nella maniera più corretta e programmare il futuro. Altrimenti ogni volta ci troviamo impreparati. Tra l’altro creando delle banche dati efficienti, saremmo in grado di lasciare quelle conoscenze anche alle future generazioni».
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