L’appello di Giusy dopo le 14 coltellate: «Donne, denunciate»

Nel 2019 l’ex fidanzato la ridusse in fin di vita a Tortoreto: «Mi sento una sopravvissuta, la mia storia può aiutare»
TERAMO. Giusy parla da sopravvissuta nei giorni infiniti di femminicidi senza tregua, di Codici rossi e giornate contro la violenza a scandire numeri drammaticamente in salita. Perché in questa Italia che non smette di contare le donne ammazzate, ci vuole sempre una faccia, una storia per capire il dopo. Quando un dopo c’è.
Giusy Montecchia, 40 anni, colpita con 14 coltellate nel febbraio del 2019 sul lungomare di Tortoreto dall’uomo che non voleva lasciarla, rimasta per mesi tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione, sa che niente sarà più come prima. Perché ci vuole tanto coraggio per continuare a muoversi dentro una tragedia rovesciando una potenziale invettiva in un messaggio di aiuto alle altre. E lei lo fa, con forza e determinazione. Lo ha fatto domenica alla remata contro gli abusi organizzata dalla commissione Pari opportunità della Provincia con l’associazione “Uomini, donne e eroi del mare”.
«Ogni volta che c’è un anniversario, che si celebra la giornata contro la violenza sulle donne», dice, «è come se vivessi su di me le storie delle altre donne, come se sentissi tutto il male delle altre. E per questo a tutte loro dico di non arrendersi mai e di parlare perché comunque vadano le cose non si resta mai sole. Di non tralasciare nessuna percezione, anche piccola. Ecco in questi anni io non mi sono mai sentita sola. Ho avuto una rete di sostegni e di aiuti rivelatisi fondamentali per tornare a sperare in quel futuro in cui oggi credo».
E Giusy oggi si sta riprendendo la vita con il suo sorriso e la sua forza. Quelli che, nonostante tutto, nessuno potrà mai toglierle. Nemmeno quelle 14 coltellate sferrate una mattina di febbraio del 2019 da chi diceva di amarla e di non poter vivere senza di lei. «Non mi sarei mai aspettata che potesse accadermi una cosa del genere, che lui potesse fare una cosa come questa. Era una persona incapace di uccidere anche una formica. Mai lo avrei immaginato con un coltello in mano e per questo dico a tutte le donne di non sottovalutare mai niente, di essere sempre attente e di non pensare mai “a me non può succedere”» aggiunge a testimoniare che in questa Italia in cui ogni tre giorni una donna viene ammazzata è capitato a lei, può capitare a tutte. Le parole di Giusy si muovono tra le ferite perché non è facile riprendersi la vita fuori dai tribunali, ma lei sa che quella tragedia non può rimanere una questione privata. «So che la mia testimonianza può aiutare», conclude, «e non mi tiro indietro».
A novembre, intanto, i giudici della prima sezione della Cassazione hanno confermato la condanna a sette anni per Fabiano Cistola, il 38enne operaio di Corropoli, che nel febbraio del 2019 cercò di uccidere la ex fidanzata Giusy colpendola con 14 coltellate sul lungomare di Tortoreto. Il ricorso, dichiarato ammissibile, è stato respinto. A gennaio i giudici di secondo grado al termine di una lunga camera di consiglio avevano ridotto la pena da dieci a sette.
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