L’appello di Vagnoni: «Serve l’impegno di tutte le istituzioni»

9 Ottobre 2022

Pepe e Lattanzi accusano: «Il sindaco è stato lasciato solo, la Regione è assente. Marsilio deve parlare col ministero»

MARTINSICURO. «La situazione della statale 259 ormai è sempre più insostenibile». Esce allo scoperto, sulla chiusura del tratto iniziale della strada che perdura dal 17 settembre, il sindaco di Martinsicuro e presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata Massimo Vagnoni. Giovedì sera ha firmato e inviato l’ordinanza con cui dà all’Anas cinque giorni di tempo per avviare il taglio dei 16 tigli ritenuti pericolosi dalla relazione dell’agronomo incaricato dal Comune truentino e confermata dalla Sovrintendenza. L’ordinanza scade martedì, e a quanto è dato sapere nessuna comunicazione è arrivata in municipio da parte del gestore della strada su quello che intende fare. «Noi continuiamo a lavorare», le considerazioni di Vagnoni, «affinché si sblocchi questa situazione difficile da spiegare. L'interlocuzione con Anas continua ad essere costante e mi auguro che nel giro di pochi giorni la situazione possa finalmente sbloccarsi. Massimo impegno di tutte le istituzioni nell'interesse della comunità e della sicurezza dei cittadini».
Sulla questione infuria la polemica politica. «Il sindaco Vagnoni è stato lasciato solo a livello istituzionale», le parole di Simona Lattanzi, consigliera di opposizione e candidata a sindaco nelle amministrative di giugno, «eppure il problema è conosciuto anche ad amministratori regionali che lo vivono ogni giorno, ma che non hanno speso una parola su questa questione». Il riferimento è evidentemente al sottosegretario della giunta regionale Umberto D’Annuntiis, che è di Corropoli. «Il presidente della regione Marco Marsilio deve farsi carico per risolvere una situazione che sta mettendo in ginocchio l’intera vallata vibratiana». Queste le considerazioni del consigliere regionale Dino Pepe (Pd), che continua: «Essendo il massimo esponente della nostra regione, Marsilio deve farsi carico di colloquiare con il ministero e i vertici dell’Anas per risolvere questa intricata vicenda che sta mettendo in ginocchio non solo la viabilità ma anche l’economia dell’intera Val Vibrata e i suoi 80mila residenti».
Cosa succederà se l’Anas, dopo martedì, non provvederà ad abbattere gli alberi? In questo caso dovrebbe entrare in azione il Comune di Martinsicuro, dove ricade il tratto di strada. Dovrà trovare una ditta per il taglio degli alberi malati per poi addebitare il costo all’Anas. Fatto questo, si dovrà verificare chi firmerà la riapertura della strada. Al momento questa firma sembra essere in capo all’Anas oppure al prefetto: ma ci sono contatti con studi legali per avere conferme certe. Intanto, la pacifica protesta avviata dal comitato di via Risorgimento ha portato a oltre cento e-mail inviate dai cittadini della vallata al servizio clienti dell’Anas per la riapertura del tratto di strada. Sul web spopolano i video delle strade secondarie che gli utenti ogni giorno devono percorrere per raggiungere scuole, ospedale e posti di lavoro. Anche le attività commerciali e produttive sono sul piede di guerra e si prevedono azioni nei tribunali. Si sta facendo strada anche una possibile protesta allo svincolo della 259, nella rotonda della statale 16, qualora martedì prossimo non ci saranno novità.
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