L’Aquila: «Della sede è inutile ridiscutere, tutto è già deciso»

Il presidente Santilli stoppa il collega di Teramo Lanciotti ma lo difende dagli attacchi: «Insieme abbiamo salvato tutto quello che potevamo salvare, basta con le inutili guerre di campanile»
TERAMO. Il tentativo dei vertici della Camera di commercio di Teramo di ridiscutere la collocazione della sede legale della nascente Camera di commercio del Gran Sasso, che abbraccerà sotto un’unica governance le imprese teramane a quelle aquilane, resterà tale. Anzi, a quanto pare questa ri-discussione, mirata a spostare la sede legale dall’Aquila a Teramo, non ci sarà proprio. Lo si evince dalle dichiarazioni rilasciate al Centro da Lorenzo Santilli, presidente dell’ente camerale dell’Aquila, in risposta alla conferenza stampa tenuta giorni fa dal suo collega teramano Gloriano Lanciotti con al fianco la sua giunta.
Santilli, a dire il vero, non ha alcuna intenzione di polemizzare con Lanciotti, così come quest’ultimo non aveva messo minimamente in discussione il percorso completato un anno fa di comune accordo con gli aquilani. Una fusione su base volontaria nella quale è previsto che L’Aquila abbia la sede legale ma Teramo conservi una propria sede operativa e, con essa, sia il personale che i servizi attualmente erogati. Lanciotti ha fatto notare che, quando la fusione è stata decisa, la «pasticciata» riforma delle Camera di commercio prevedeva un’unica struttura con sede nel capoluogo di regione, mentre poi il decreto Calenda ha individuato il numero delle imprese come criterio per individuare la sede. E per numero delle imprese questa toccherebbe a Teramo.
Per Lorenzo Santilli la questione non si pone proprio. «Lanciotti», dice, «parla di ridiscutere l’organizzazione delle funzioni, ad esempio quale direzione starà qui e quale là, ma questo è già previsto dall’accordo e farlo toccherà non a me né a lui, ma alla nuova governance. Ha parlato anche di ridiscutere la sede? Non mi risulta, esiste un decreto che l’ha stabilita. E comunque io a questo gioco, che a quanto pare piace molto a qualcuno, non ci sto. Io non faccio lo scontro tra territori, tutto quello che è stato fatto dalle Camere di commercio dell’Aquila e di Teramo un anno fa è stato fatto proprio per evitare la fiera del campanilismo. Chi vuole armare questa bagarre lo faccia pure, vediamo cosa raccoglie».
Il riferimento è alle associazioni imprenditoriali teramane – Api e Confartigianato – che hanno contestato le modalità della fusione e in particolare l’assegnazione della sede legale all’Aquila, contestando le scelte della giunta Lanciotti. Santilli aggiunge: «Chi attacca il presidente Lanciotti dimostra di non conoscere gli atti. La nuova Camera nasce senza né vinti né vincitori ma nasce nell’interesse delle imprese e nell’interesse di tutti coloro che vi lavorano e che continueranno a svolgere le loro mansioni nelle sedi dove da sempre, con diligenza e capacità, le hanno espletate. La nuova Camera di commercio sarà una Camera importante con un nome importante, “Gran Sasso d’Italia”, brand conosciuto in tutta Europa che porta con sé la storia del nostro Abruzzo».
Insomma, per Santilli ridiscutere la sede non ha alcun senso rispetto all’assetto già deciso di comune accordo. E ribadisce: «Fare l’accorpamento volontario ci ha consentito di avere le sedi operative, che altrimenti non avremmo potuto avere. Quel compromesso, ragionato e riflettuto, ci permette di salvaguardare tutto quello che c’è. E lo ha ratificato anche la conferenza Stato-Regioni».
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