L’area del vulcanello diventerà parco naturale

9 Febbraio 2018

Pineto, accordo tra il Comune e l’università d’Annunzio per la bonifica del sito Sarà allestito un percorso protetto per i visitatori con bacheche informative  

Pineto. Il vulcanello di Pineto diventerà un parco naturalistico. A renderlo noto è Francesco Stoppa docente del dipartimento di scienze della salute e del territorio dell'università d’Annunzio Pescara-Chieti che sta coordinando, in virtù di un a convenzione gratuita con il Comune di Pineto, il monitoraggio scientifico dello sviluppo naturale del cosiddetto “Cenerone” che si trova a pochi metri dall’uscita del casello autostradale Atri-Pineto.
«Il sito è unico nel suo genere, il territorio è stato inserito tra i geositi della Regione Abruzzo ed a breve chiederò lo stato di monumento geologico che dovrà essere dichiarato dalla sovraintendenza dei beni paesaggistici», fa sapere Stoppa, «al momento abbiamo bonificato l’area dalla ghiaia e dai rifiuti che lo circondavano: diventerà un parco naturalistico considerando che il vulcanello esiste da secoli ed è ancora in attività, ed è il terzo più importante d’Italia per le sue caratteristiche». Il professore rende noto che il “Cenerone” ha ancora un’attività interna e può eruttare da un momento all’altro per questo motivo l’università, in accordo con il Comune, prevederà anche la messa in sicurezza di tutta la zona. L’assessore all’ambiente Laura Traini sottolinea che «la valorizzazione del vulcanello prevede la rinaturalizzazione del sito, attraverso l'eliminazione delle opere artificiali che ne impedivano lo sviluppo. La prima fase del progetto in via di ultimazione, consiste in un lavoro di movimento terra per chiudere il canale di drenaggio del vulcano di fango e la creazione di un percorso per i visitatori, delimitazione del sito geologico attraverso funi e paletti come previsto per le aree naturali e l'installazione di bacheche informative dai contenuti sia geologici che botanici».
I visitatori potranno entrare nel sito seguendo un’adeguata segnaletica lungo un attraversamento pedonale dal parcheggio del piazzale Cimarosa. La parte botanica del sito è seguita dal direttore dell’oasi dei calanchi di Atri Adriano De Ascentiis che in un recente saggio sulle aree protette ha evidenziato che «le analisi micropaleontologiche effettuate presso l’istituto di geologia dell’università degli studi di Camerino fanno risalire le argille emesse dal vulcanello di fango di Pineto a circa 1,7 – 2 milioni di anni fa , confermando la loro provenienza dagli strati sedimentari profondi. Nella risalita, oltre all’argilla, al fango e all’acqua salata possono essere trascinati in superficie anche frammenti fossili animali e vegetali provenienti dagli strati argillosi profondi».
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