L’Arlecchino riapre La proprietà chiede il risarcimento danni

29 Settembre 2019

Oggi il Lido riprende l’attività dopo il dissequestro Il titolare: «Noi siamo stati sempre in regola con tutto»

GIULIANOVA. Dopo l’ordinanza di dissequestro il Lido Arlecchino riapre e la struttura torna oggi ad ospitare clienti sia in spiaggia sia nel ristorante. Dopo il provvedimento del tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso della proprietà, il titolare ha convocato una conferenza stampa per spiegare la sua verità dei fatti. «Il sequestro è scattato sulla base delle relazioni di guardia costiera e ufficio demaniale del Comune, secondo cui la struttura sarebbe stata priva di concessione dal 2007 e di conseguenza l’esercizio dello stabilimento balneare sarebbe stato condotto abusivamente», dice il consulente della proprietà Gabriele Albani, «ma questo dato non è vero come ha spiegato dettagliatamente il nostro legale Guglielmo Marconi nel ricorso presentato e che il tribunale ha accolto pienamente». Secondo i protagonisti della vicenda contro di loro ci sarebbe stato un attacco ingiusto e spropositato. «La nostra concessione si è rinnovata per 20 anni, fino al 2020, grazie ad una legge dello Stato», dice il titolare dello chalet Morgan Di Concetto, «così come confermato da una sentenza del Tar del 2018 e non è vero che non abbiamo pagato i canoni demaniali. E’ vero invece che la legge ha concesso alle pertinenze statali una riduzione dei canoni del 50%, mentre il Comune ha continuato a chiedere l’importo totale non dovuto». Le motivazioni del dissequestro saranno disponibili solo nelle prossime settimane. Intanto Di Concetto pensa a come affrontare il futuro. «Il sequestro della struttura ha creato un forte danno di immagine», dice Di Concetto, «e appena conosceremo le motivazione della sentenza di dissequestro valuteremo la possibilità di chiedere un risarcimento danni, cercando anche di capire le responsabilità degli enti coinvolti in questa operazione».
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