L’Arta intima a Brucchi: chiudi La Torre

9 Aprile 2015

Il sindaco rischia una denuncia penale. Ma per “tombare” l’ex discarica servono oltre tre milioni

TERAMO. L'Arta intima al Comune la chiusura definitiva dell'ex discarica di contrada La Torre. Il sollecito è contenuto in un verbale indirizzato al sindaco Maurizio Brucchi in cui i tecnici dell'agenzia regionale per la tutela dell'ambiente elencano una serie di rilievi sulla situazione dell'area riferiti a carenze riscontrate nel corso di un sopralluogo. In realtà si tratta di questioni in gran parte note all'amministrazione, che da tempo tiene sotto controllo l'ex discarica chiusa dopo il crollo dei rifiuti del 2006. L'intervento dell'Arta, però, ripropone con urgenza l'ultimazione degli interventi destinati alla bonifica definitiva del sito anche perché un eventuale inadempimento potrebbe avere conseguenze di carattere penale per il primo cittadino. Sull'ex discarica sono stati avviati in passato lavori di messa in sicurezza commissionati dal governo, tramite un finanziamento della Protezione civile, che però si sono rivelati inadeguati sfociando anche in inchieste e processi.

«Abbiamo sempre cercato ulteriori fondi per completare l'opera», spiega Brucchi, «ma non abbiamo trovato le risorse necessarie in quanto il Comune non poteva contrarre nuovi mutui». La Regione, tra l'altro, nell'elenco dei siti a rischio ha inserito l'ex discarica in una posizione molto defilata, che non gli consentirebbe di ottenere contributi per la messa in sicurezza. Per sistemare in via definitiva l'area di contrada La Torre servono 3,3 millioni di euro, stando al progetto preliminare di cui l'amministrazione si è da tempo dotata. I soldi dovrebbero arrivare dal ministero dell'Ambiente, a cui si è rivolto il deputato Paolo Tancredi avviando contatti nei quali ha illustrato l'urgenza dell'opera e l'intervento programmato dal Comune. «Speriamo che questo percorso porti a un risultato positivo», afferma Brucchi, «altrimenti dovremo trovare soluzioni alternative». Il sindaco intende rivolgersi alla Regione per indurla a rivedere l'elenco dei siti a rischio alla luce delle prescrizioni dettate dall'Arta per l'ex discarica, la cui chiusura dunque andrebbe finanziata. L'ultima carta da giocare è quella del mutuo a carico dell'amministrazione comunale. L'ente negli ultimi anni ha recuperato margini d'indebitamento e potrebbe finanziare in proprio l'intervento, ma per il sindaco si tratta di una soluzione estrema.(g.d.m.)

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