L’ascensore nel sottopasso è rotto, proteste

Silvi, a un anno dall’inaugurazione l’impianto è ancora fermo. Gli albergatori: turisti in difficoltà
SILVI. Turisti infuriati per il mancato funzionamento dell’ascensore del sottopasso di via Rampa Simoni. A distanza di oltre un anno dalla sua inaugurazione l’impianto è ancora fermo e impedisce a mamme con bimbi in carrozzina, così come ai disabili, di poter utilizzare il sottopasso e raggiungere dalla statale adriatica il centro città. A farsi portavoce della protesta il presidente degli albergatori Roberto Mion. «Non è possibile che in piena estate ci sia un disservizio tale da impedire, specie a coloro che hanno più bisogno di un ascensore, di poter attraversare l’ex passaggio a livello», attacca Mion, «Gli stessi turisti che sono stati da noi l’anno scorso non si capacitano di come la sua riparazione debba essere così lunga e difficile da eseguire». Il sottopasso è costato ben 800mila euro e l’elevatore non è mai stato attivato nonostante le ripetute richieste fatte dal Comune alle Ferrovie dello Stato. Peraltro, davanti alle porte automatiche, non c’è nessun avviso che ne indichi l’inattività. Al taglio del nastro dell’opera, fatto dal commissario prefettizio Samuele De Lucia e dai dirigenti di Rfi, era stato pubblicizzato come il sottopasso fosse all’avanguardia, munito oltre che di un ascensore anche di percorsi tattili per ipovedenti, scale con rampa per il trasporto di biciclette e pensiline lungo tutto il percorso e come fosse corredato di impianti di illuminazione a led per il contenimento dei consumi energetici e da un impianto per la raccolta e lo smaltimento delle acque. Al di là di tutto questo, il nuovo tunnel non è stato mai considerato funzionale dalla cittadinanza perché il percorso risulta peraltro molto ripido. La problematica dell’ascensore rotto era stata messa in evidenza anche da una “passeggiata empatica” sulla sedia a rotelle organizzata da Claudio Ferrante dall’associazione “Carrozzine Determinate Abruzzo”.
Domenico Forcella
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