L’asilo nido “Pinocchio” chiuso fino al 9 marzo

25 Febbraio 2021

Scatta l’isolamento fiduciario e il doppio tampone per bambini e personale È il secondo stop in una scuola dopo quello all’elementare di San Nicolò 

TERAMO. Il principio è quello della massima precauzione. E così, a dispetto della prima ipotesi di ripartenza dell’attività per alcune classi a partire da oggi, il nido “Pinocchio-Anna Ferrante” resterà chiuso fino al 9 marzo. È la seconda scuola chiusa dopo l’elementare di San Nicolò.
L'ordinanza, emanata dal sindaco Gianguido D'Alberto, fa seguito alla nota trasmessa ieri mattina dalla Asl che dopo un’attenta analisi del rischio sanitario e sulla scorta del tracciamento, ha disposto l’isolamento domiciliare fiduciario e il doppio tampone per tutti gli alunni e il personale dell’asilo.
E visto che il secondo tampone sarà effettuato l’8 marzo l’ordinanza del primo cittadino prevede la chiusura del nido fino al giorno successivo, oltre che le ulteriori sanificazione e igienizzazione dei locali dell’Istituto. Tra recrudescenza dei contagi e primi casi di variante (sia presunti che accertati), che comunque sul territorio comunale e provinciale sono al momento contenuti, Asl e Comune hanno dunque deciso di adottare, almeno per le scuole, i protocolli più rigidi. «Alla luce della nota della Asl che ha disposto il tampone su tutti i bambini e il personale», sottolinea l’assessore Andrea Core, «viene confermata l’efficacia della scelta già adottata ieri dall’amministrazione con la preventiva chiusura dell’asilo, che evidentemente ha anticipato la nota dell’azienda sanitaria con l’implicita conferma della validità dell’attività di precauzione».
Intanto ieri il sindaco, anche alla luce dei primi contagi variante, con casi sospetti anche tra i più piccoli, ha sottolineato la necessità di adeguare i relativi protocolli e soprattutto è tornato a chiedere che la Regione approvi nuovamente la circolare poi sospesa che ricalcava la linea dettata dalla Asl di Teramo nella gestione dei casi sospetti o accertati all’interno delle scuole.«C’è preoccupazione, normale, per le varianti», sottolinea D’Alberto, «i numeri sono ancora contenuti nella nostra città e nella nostra provincia, ma proprio per questo dobbiamo intensificare i controlli e le misure, intensificare e migliorare i protocolli anche sulle scuole. Dobbiamo chiedere alla Regione Abruzzo di riapprovare la circolare, poi sospesa, che tutelava anticipatamente le scuole. Noi a Teramo continuiamo a farlo con la circolare Asl, ma è assolutamente necessario che la Regione riapprovi e modifichi il protocollo con una particolare attenzione alle varianti».
Protocolli e circolari, infatti, sono stati redatti di una situazione completamente diversa e prevedono misure che non possono essere applicate nei casi presunti o accertati di variante, che proprio sulla scorta di una maggiore infettività richiedono prassi più rigide (come l’ampliamento temporale e numerico del tracciamento dei contatti). (a.m.)
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