L’associazione Gran Sasso «Niente guerra col Cives»

28 Aprile 2016

Ma arriva la risposta all’altro gruppo di protezione civile per la sede concessa dal Comune nel Parco della scienza: «Non possono chiedere di escluderci»

TERAMO. La neocostituita sezione di Teramo dell’associazione di protezione civile “Gran Sasso d’Italia” si presenta ai cittadini e nel farlo rimanda al mittente le accuse mosse dal Cives in merito alla concessione da parte del Comune di Teramo di un locale ad uso gratuito al Parco della Scienza, in cambio di opere di manutenzione. «Non so su quali basi il Cives abbia chiesto la revoca dell’assegnazione della sede. A nostro parere non ci sono elementi che presuppongono la nostra esclusione», ha commentato Pasquale Di Ferdinando, presidente della sezione teramana, aggiungendo che nello stesso locale di cui è stata chiesta la concessione al Comune fino a qualche tempo prima si trovava un’altra associazione, con sede a Canzano, che svolgeva egualmente attività di protezione civile.

«Non fa parte del nostro stile fare polemiche», ha aggiunto Di Ferdinando, «noi dobbiamo pensare alle divise, a cosa fare e a formare i volontari. Il 70% di loro ha meno di 25 anni. Sono tutti preoccupati, stanno vivendo questa situazione ad un livello personale».

La sezione di Teramo, composta da una ventina di soci quasi tutti teramani, è parte della più ampia “Gran Sasso d’Italia”, ma conserva la propria autonomia così come le altre sezioni dislocate sul territorio. «L’associazione “Gran Sasso d’Italia”», precisa il presidente Alessandro Lelli, «si compone di otto sezioni: Alba Adriatica, Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Civitella del Tronto, Notaresco, Val Fino, la sezione Croce Amica di Colleranesco e adesso anche Teramo. La sede, che è di coordinamento e non appartiene ad un’associazione, ma a tutte le sezioni, si trova al Cisi di Mosciano per un aspetto logistico, legato ai collegamenti presenti su un asse viario importante». Lelli spiega che il progetto della “Gran Sasso d'Itali” è nato sulla spinta di un’aggregazione territoriale, la stessa di cui si parla nella delibera di giunta regionale del 19 maggio 2014, nel quale era prevista una maggiore aggregazione a livello territoriale delle organizzazioni di protezione civile presenti in Abruzzo. «Per quanto ci riguarda non siamo in lite con alcuno», dicono dall’associazione. «Cogliamo l’occasione, piuttosto, per riconoscere i meriti del Cives, il cuoi presidente ha pure parlato di “sacralità del territorio”, di attività illecite da parte nostra e di querele o esposti. Rigettiamo con pacatezza ogni polemica, perché riteniamo che non facciano bene al volontariato».

Chiara Di Giovannantonio

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