L’ateneo dà la ricetta per vivere cent’anni

La dieta della longevità sarà illustrata venerdì da due autorità mondiali nel campo alimentare
TERAMO. Con il convegno internazionale dal titolo “Healthy diet for Healthy life” si apre la prima fase del progetto europeo Marie Skodowska-Curie Rep-Eat, finanziato per due milioni di euro all'università di Teramo. La kermesse scientifica internazionale è stata organizzata in occasione del lancio del bando con il quale nei prossimi mesi l'università di Teramo selezionerà 12 ricercatori da tutto il mondo, per sviluppare un progetto di ricerca che approfondirà come attraverso la qualità del cibo e la scelta di adeguati regimi alimentari si possa preservare la propria salute riproduttiva e contrastare l'insorgenza di disordini alimentari. Il convegno si aprirà venerdì 24 giugno alle 14 nell'aula magna. Per l'occasione il coordinatore del progetto Europeo Rep-Eat Barbara Barboni, prorettore alla ricerca all'università di Teramo, ha invitato due autorità mondiali: Valter Longo e Rafael De Cabo. «Valter Longo», ha spiegato la Barboni, «è un prestigioso ricercatore italiano della University of Southern California che con il rigore delle sue evidenze scientifiche ha codificato la dieta della longevità. Si tratta di una periodica e breve privazione alimentare, 5 giorni ogni 3-6 mesi, di alcuni nutrienti, soprattutto proteine, che mimando il digiuno e abbattendo l'apporto calorico giornaliero fino a dimezzarlo, permettono al corpo di riprogrammarsi e di entrare in una modalità anti-invecchiamento aumentando le proprie difese verso alcune patologie come malattie cardiovascolari, diabete, obesità e tumori».
I meccanismi cellulari anti-invecchiamento della dieta saranno anche approfonditi da Rafael De Cabo, direttore del Translational Gerontology Branch del National Institute of Health di Baltimora. «Rafael De Cabo», ha proseguito Barbara Barboni, «è un punto di riferimento mondiale della moderna medicina impegnata in prima linea per sviluppare strategie che ci consentano di aspirare non solo a un allungamento della vita ma anche a una vita più a lungo in salute».
De Cabo, insieme ad Antonio Pizzuti dell'università La Sapienza di Roma, Liborio Stuppia dell'università di Chieti Pescara e Claudio D'Addario dell'università di Teramo spiegheranno come «la longevità dipenda solo per un 35 per cento dall'ereditarietà e dai nostri geni e che la ricetta del vivere a lungo e in salute dipende in gran parte da noi: dal nostro stile di vita e soprattutto dall'adesione a regimi alimentari corretti e scientificamente testati».

