L’Ater: «Non siamo in ritardo, per noi procedere è più difficile»

26 Agosto 2023

L’ente proprietario delle case popolari sottolinea di dover fare i conti con iter lunghi e complessi «Ma grazie agli ultimi provvedimenti normativi possiamo contare su uno snellimento»

TERAMO. Nel settimo anniversario della scossa che dette il via al terremoto del Centro Italia l’Ater di Teramo non ci sta a passare come la retroguardia della ricostruzione post-sisma, anche se il grosso degli sfollati teramani resta composto da inquilini delle case popolari e nel comune di Teramo nessun edificio lesionato di proprietà Ater è stato riconsegnato. Nel fare il punto sulla “sua” ricostruzione, l’ente presieduto da Maria Ceci in una lunga nota spiega perché questa non può avere i tempi di quella privata.
I TEMPI LUNGHI. «Quando si parla di ricostruzione post sisma», si legge, «bisogna, in primis, distinguere la ricostruzione pubblica da quella privata. La prima implica un maggiore rispetto di norme, tenuto conto che il proprietario del bene è una persona giuridica pubblica. La ricostruzione 2016 consta, solamente nel territorio di Teramo capoluogo, di 31 edifici, 23 dei quali si trovano in località Colleatterrato, cui si sommano i restanti 30 edifici dislocati nel territorio provinciale, per un totale di 61 edifici di proprietà danneggiati dal sisma 2016». Per l’Ater è di fondamentale importanza «rimarcare la complessità dell’attività procedimentale che c’è dietro alla ricostruzione. Al complesso flusso dell’iter vanno aggiunti i due sub-procedimenti che vengono avviati dopo aver conferito l’incarico di progettazione, inerenti le prove dei materiali e l’analisi geognostica. I due sub-procedimenti determinano una sospensione del procedimento principale, atteso che il progettista potrà riprendere l’opera professionale solo dopo aver avuto l’esito delle prove dei materiali e delle indagini geognostiche. La suddetta documentazione risulta imprescindibile a un progettista al fine di individuare il tipo di ricostruzione, ossia miglioramento o demolizione». Il riferimento alla demolizione è pregnante perché sotto la presidenza Ceci l’ente, sulla base delle relazioni tecniche, si è visto costretto a modificare la programmazione iniziale: edifici classificati con lesioni lievi (di tipo B) poco dopo il sisma sono stati riclassificati di tipo E: vanno demoliti e ricostruiti ex novo, il che comporta un incremento degli stanziamenti e un allungamento dei tempi. Tuttavia, a fronte di tutto questo, l’Ater Teramo sostiene che grazie all’ordinanza numero 140 del 30 maggio, al nuovo accordo Anac-commissario per l’esercizio dei compiti di alta sorveglianza sulle procedure legate alla ricostruzione pubblica nonché, da ultimo, al nuovo codice degli appalti pubblici, «può contare su uno snellimento delle procedure». E rivendica: «Ad oggi, quasi tutti i progetti inerenti gli interventi affidati per l’incarico di progettazione sono in fase di rimessione da parte dei professionisti incaricati; numerosi interventi, i cui lavori sono stati affidati, sono già in fase di collaudo e, all’esito del complesso iter della progettazione/approvazione, molti di essi si trovano nella fase di appalto».
LO STATO DELL’ARTE. La struttura creata dall’attuale governance e dedicata esclusivamente alla ricostruzione post sisma 2016 secondo l’ente «è riuscita a portare a termine e ad avviare i seguenti interventi: risultano completati e dunque in fase di collaudo i lavori inerenti gli edifici di Rocca Santa Maria, Atri, Basciano, Colledara, Guardia Vomano, Valle Castellana, Montorio al Vomano, quest’ultimo unitamente all’intervento con Superbonus, oltre a due cantieri di Teramo (in via Adamoli e via Giovanni XXIII, 64 alloggi complessivi, ndr). Nel quartiere di Colleatterrato l’Ater ha completato la procedura di affidamento della demolizione di quattro edifici; nel medesimo quartiere risulta già essere stata effettuata una demolizione di un edificio (in via Spataro, ndr) e altre due demolizioni sono state approvate. Nel mese di luglio sono stati affidati i lavori relativi agli edifici di Cermignano e Civitella del Tronto. In data 23 agosto sono state pubblicate due determine di affidamento per lavori riguardanti edifici di Giulianova e Silvi».
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