L’avvocato ecclesiastico: «Tempi più brevi»

12 Settembre 2015

La riforma di Papa Francesco sui matrimoni annullati con costi ridotti e vescovi- giudici

TERAMO. «Un cambiamento epocale con un approccio alla riforma che è radicalmente pastorale». Simonetta di Carlo (nella foto) è uno dei pochi avvocati rotali del Teramano. Avvocato ecclesiastico e dottore di ricerca in diritto ecclesiastico e canonico, così commenta la svolta di Papa Francesco sulla nullità del matrimonio.

Il cambiamento epocale ruota intorno alla centralità del vescovo che diviene giudice competente. Tre le grandi novità: niente doppia sentenza, processi snelli e costi rivisti. «Il luogo comune dell’avvocato rotale superpagato» , dice il legale, «nasce dal fatto che come in tutte le categorie professionali c’è stato chi, negli anni, ha superato i limiti e si è fatto pagare parcelle più onerose. Per gli onorari degli avvocati rotali esiste una nota della Cei che prevede un tariffario compreso fra i 1575 euro e i 2992 euro. Va sottolineata, inoltre, l’esistenza del gratuito patrocinio che c’è sempre stata. Da sempre, inoltre, l’ordinamento canonico dà la possibilità alla parte di essere in giudizio da sola e quindi di non farsi assistere da un avvocato, anche se in questo caso la parte sarebbe un po’ svantaggiata in quanto solo agli avvocati è permesso di prendere visione dei documenti e degli atti prima della loro pubblicazione». Il Papa non elimina l’esistenza dei processi ordinari, ma aggiunge quello breve. «Il processo documentale ordinario rimane sempre quello», spiega il legale, «la riforma più che cancellare l’attuale che resta in vigore, introduce una nuova forma di processo breve davanti al vescovo. I presupposti tecnici per poter accedere al processo breve sono la domanda di entrambi i coniugi o da uno solo con il consenso dell’altro e poi quando ricorrono circostanze di fatto e di persone che non richiedono un’istruttoria più accurata e rendono manifesta la nullità. Si deve istruire in 45 giorni». Le cause che possono consentire il processo breve sono la mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso, la brevità della convivenza coniugale, l’occultamento doloso della sterilità o di una malattia contagiosa. Altra novità introdotta è quella dell’abolizione della doppia sentenza , una delle principali cause della dilatazione dei tempi. «In ambito territoriale», spiega a questo proposito il legale, «noi abbiamo il primo grado nel tribunale ecclesiastico di Chieti e il secondo in quello di Benevento. E tra un passaggio e l’altro potevano passare anni. E’ evidente che con lo stop alla doppia sentenza le procedure diventeranno più brevi. Un’altra importante novità è la delocalizzazione delle competenze. Prima c’era un unico tribunale regionale, ma adesso con la riforma si individua nella persona del vescovo, quindi nella diocesi locale, un vero giudice. Va detto, a questo proposito, che questa facoltà di giudizio il vescovo l’ha sempre avuta anche se veniva meno sul piano pratico. Con il motu proprio di Papa Francesco il vescovo diventa il perno provinciale della riforma».(d.p.)

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