«L’eternit dell’ex fornace ci fa ammalare»

5 Maggio 2015

Roseto, i residenti nella zona della vecchia fabbrica Branella chiedono verifiche sulle lastre

ROSETO. «Vogliamo sapere se esiste una relazione tra la vicinanza delle nostre abitazioni alle vaste coperture in eternit della ex fornace Branella e le patologie polmonari, sempre più frequenti e con esiti letali, delle persone che abitano nella zona». A chiederlo sono i residenti nella zona in questione, che negli ultimi anni si è arricchita di numerose nuove palazzine, i quali si sono rivolti ufficialmente alle autorità preposte per chiedere un controllo accurato perché temono per la propria salute.

«Nel caso dalla verifica risultasse il fenomeno dell’esalazione di polveri nocive», si legge nella lettera di un gruppo di residenti nel quartiere, «come si presume data l’evidente rottura di lastre di copertura, chiediamo anche un intervento per l’eliminazione del materiale dannoso». La presenza di cemento-amianto è diffusa in molte zone della città, anche se i punti in cui è maggiore la concentrazione del pericolosissimo materiale ci sono le tre fornaci dismesse, una sola delle quali, cioè la ex Catarra, è stata bonificata dall’eternit, anche se resta l’immagine squallida e spettrale di capannoni fatiscenti circondati da nuove palazzine.

Le altre due vecchie fabbriche di mattoni, cioè le ex fornaci Branella e Diodoro, hanno ancora oggi le coperture in lastre di eternit, la cui inquietante presenza terrorizza i residenti di interi quartieri, tanto che qualcuno è arrivato al punto di denunciare pubblicamente la questione, soprattutto dopo aver constatato l’aumento di patologie polmonari nelle zone in cui è maggiore la presenza di eternit. Bisogna comunque sottolineare che tale materiale non è pericoloso se integro, ma lo diventa quando comincia a deteriorarsi, liberando nell’aria particelle di amianto la cui inalazione porta sicuramente il cancro ai polmoni. Le operazioni di smaltimento hanno costi molto elevati: i proprietari di strutture coperte con eternit ci pensano su due volte prima di smantellarne, soprattutto se nessuno mette loro fretta. Il Comune, dal canto suo, ha deciso di metter mano al problema: l’assessore all’ambiente, Fabrizio Fornaciari, ha annunciato di recente l’intenzione di effettuare una ricognizione a tappeto per verificare lo stato delle coperture in eternit . «Come Comune cerchiamo di muoverci in due direzioni», sottolinea, «da una parte vogliamo di dare il buon esempio come per lo smantellamento della copertura di eternit della suola elementare di via D’Annunzio, col cofinanziamento della Regione, dall’altra inizieremo una campagna di sensibilizzazione dei cittadini affinché si attivino per beneficiare anche loro dei finanziamenti regionali. Discorso a parte per le ex fornaci: saranno necessarie verifiche tecniche sullo stato delle coperture in cemento-amianto».

Federico Centola

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