L’evento è annullato ma la strada resta chiusa

ALBA ADRIATICA. Finisce in commedia (e in polemica) l'evento mancato “Alba in Fiore” che doveva tenersi domenica in viale della Vittoria. Tra le tante lamentele dei cittadini, infatti, le transenne,...
ALBA ADRIATICA. Finisce in commedia (e in polemica) l'evento mancato “Alba in Fiore” che doveva tenersi domenica in viale della Vittoria.
Tra le tante lamentele dei cittadini, infatti, le transenne, anticipate da un avviso comunale, sono comparse lo stesso a chiudere la strada, nonostante il presidente dell'associazione Vittoria Centro Storico Ettore Ciabattoni avesse già rinunciato pubblicamente ad organizzare l'evento. «Il divieto di accesso è stato posizionato dopo le 17 e solo per le celebrazioni religiose legate al Corpus Domini», ha precisato l'assessore comunale al commercio Ambra Foracappa continuando con durezza, «”Alba in Fiore” non è stato annullata, in quanto la richiesta di organizzazione era stata avanzata dalla Cna e dall'associazione MondoVivo, mentre è stata Vittoria Centro Storico a presentare una comunicazione di annullamento della manifestazione. Non si capisce a quale titolo, visto che le due richieste erano di provenienza diversa. Quello che è accaduto dimostra che Ciabattoni si erge a paladino dei commercianti della strada, salvo poi produrre questo tipo di situazioni: tutti possono trarne le dovute conclusioni».
Immediata la replica polemica di Ciabattoni, che è anche rappresentante dell'associazione marchigiana Mondovivo. «La richiesta per la manifestazione è stata fatta a nome di Vittoria Centro Storico», dice Ciabattoni nel rispondere all’assessore comunale Foracappa, «ma poi annullata a metà maggio perché l'amministrazione ha voluto anche una convenzione con un'associazione di categoria. Quindi il 18 maggio la Cna ha reso noto al Comune di aver delegato me e l'associazione MondoVivo a organizzare “Alba in Fiore”. Con quella lettera, la giunta comunale ha approvato l'evento e la chiusura della strada, nonostante MondoVivo non avesse mai avanzato richiesta ufficiale, perché nel frattempo era venuta meno la garanzia di poter organizzare altri eventi collegati ad “Alba in Fiore”. Per scrupolo, visti i cartelli di avviso, nei giorni scorsi ho ribadito con lettera protocollata, ma anche con segnalazione diretta alla polizia municipale e al sindaco Tonia Piccioni, che l'evento non si sarebbe fatto. Addossarmi le colpe della vicenda è evidentemente una mossa per screditarmi, da parte di chi ha creato solo equivoci e confusione. Per questo, invito l'assessore al commercio a dimettersi».
Luca Tomassoni
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