«L’ex rettorato deve essere abbattuto»

14 Novembre 2016

Ispezione con la Soprintendenza: Adsu e università chiedono di togliere i vincoli per costruire una casa dello studente sicura

TERAMO. Il progetto della casa dello studente al posto dell'ex rettorato di viale Crucioli potrebbe saltare se la Soprintendenza non rimuoverà i vincoli che insistono su parte degli immobili. Che vanno abbattuti. Tutto dipenderà da un incontro decisivo che si svolgerà domani mattina al termine di un sopralluogo sui due stabili di viale Crucioli con il nuovo soprintendente Francesco Di Gennaro e alcuni tecnici, il rettore dell'università Luciano D'Amico e i vertici dell'Adsu, l'azienda per il diritto agli studi universitari, ovvero il direttore Antonio Sorgi e il presidente Paolo Berardinelli.

Un incontro che avverrà sotto stretta osservanza di rigide misure di sicurezza visto che gli edifici, dopo l'ultimo terremoto, sono completamente inagibili e che chiarirà se l'idea può essere percorribile, o se l'ambizione di realizzare la casa dello studente debba essere ripensata in altri spazi. Già perché se c'è un punto fermo è che la casa dello studente è imprescindibile per una città universitaria. Parola del direttore Sorgi che spiega come l'Adsu non intende assolutamente rinunciare al progetto, ma per realizzare la struttura residenziale da 300 posti nel vecchio rettorato di viale Crucioli serve che la Soprintendenza dia il via libera all'abbattimento totale di almeno una delle due palazzine. Altrimenti la casa dello studente dovrà trovare una nuova sistemazione. Ovviamente si spera che questo ripiego non debba rendersi necessario. A spiegare quanto sia importante la rimozione dei vincoli è lo stesso Sorgi, anima ispiratrice del progetto di una struttura completamente antisismica e tutta in acciaio, dalle strutture portanti, agli elementi a vista in modo che l'impatto visivo e psicologico sia rassicurante sotto ogni punto di vista. «La struttura esistente è inadeguata e non si presta a interventi di miglioramento sismico. Osservando le attuali volumetrie, è facilmente intuibile che non riusciremmo a ricavare 300 posti, ma a malapena un centinaio poiché quello era un vecchio ospedale con stanze larghe 4 metri per 4 e pareti altissime di 5 metri. C'è una dispersione di spazi notevole, ma soprattutto sarebbe molto dispendioso fare interventi di miglioramento sismico che per quanto eseguiti scrupolosamente, non restituirebbero di certo una struttura sicura come un nuovo edificio realizzato interamente in acciaio».

L'Adsu, insieme all'università disponibile a cedere quel bene, hanno in animo di proporre domani alla Soprintendenza di abbattere tutte e due le palazzine. Questa sarebbe la soluzione ottimale per Sorgi che metterebbe l'Adsu in condizioni competitive per partecipare al bando del Miur sull'edilizia universitaria finalizzato a ottenere 9 milioni per la realizzazione ex novo della struttura residenziale.«L'idea è di abbattere completamente le due strutture per realizzare edifici in acciaio coperti dalla facciata frontale che avrà la funzione di una sorta di quinta» spiega Sorgi, «ma dietro quella facciata ci sarà una sicurissima casa dello studente in acciaio. D'altronde quella non sarà una struttura popolata solo nelle ore della didattica ma ha funzioni residenziali e quindi dovrà essere progettata con tutti gli accorgimenti necessari per garantire una sicurezza 24 ore su 24».

In alternativa, l'Adsu chiederà di abbattere integralmente almeno la seconda (quella che si affaccia su via del Castello) lasciando al suo posto la palazzina di viale Crucioli con le dovute migliorie, per adibirla a locali di servizio quali lavanderia, bar, copisteria e mensa. «Auspichiamo che la Soprintendenza possa venirci incontro. In caso contrario saremo costretti a realizzare la casa dello studente altrove ma sarebbe un peccato perché la collettività teramana vuole la casa dello studente in viale Crucioli anche per riqualificare un'area che da sempre ha avuto una vocazione universitaria», conclude Sorgi. (m.d.t.)

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