L’ex sindaco Ciapanna accusato di riciclaggio

L’anno scorso è stato assolto dall’accusa di truffa per alcuni fondi regionali Dalla stessa vicenda è nato il nuovo procedimento: il pm chiede il processo
TERAMO. La vicenda è la stessa per cui l’anno scorso, nella sua veste di imprenditore, è stato assolto dall’accusa di truffa mentre il figlio Francesco condannato ad un anno in primo grado. Ovvero la realizzazione di una stalla per muli per cui all’epoca erano stati chiesti ed in parte ottenuti dei finanziamenti regionali. Ma l’ex sindaco di Rocca Santa Maria ed ex vice presidente della Ruzzo Reti Carlo Ciapanna rischia nuovamente di finire a processo. Questa volta con l’accusa di riciclaggio che la Procura ipotizza nei suoi confronti e per cui il pm Laura Colica ha chiesto il processo. Ieri era fissata l’udienza preliminare, ma è slittata ad ottobre.
Secondo la Procura Ciapanna avrebbe compiuto tutta una serie di atti relativi ad una parte di quei finanziamenti per «ostacolarne la provenienza delittuosa». I fatti risalgono al novembre del 2010 quando, si legge nel capo di imputazione, «sia personalmente che nella sua qualità di legale rappresentante della soc. Agricoop, sostituiva o trasferiva la complessiva somma di euro 241.000 proveniente dal delitto non colposo di truffa in danno dello Stato per il quale il figlio Ciapanna Francesco è stato condannato compiendo in relazione a tale somma operazioni in modo da ostacolarne la provenienza delittuosa». Tre, in particolare, i movimenti di soldi contestati a Ciapanna, subito dopo l’accredito, su un conto intestato al figlio, dell’anticipazione del contributo ottenuto e riguardanti alcuni assegni e un bonifico ricevuti da quest’ultimo e con le relative somme utilizzate contestualmente in due occasioni per dei rimborsi di finanziamenti concessi dalla banca alla società Agricoop. Tutte somme che, si legge nel capo di imputazione «non venivano più trovate nella disponibilità del Ciapanna Carlo né della Agricoop ».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

