L’exploit del motel Boston Ora è meta di centinaia di camion

SILVI. Come in tutti i fatti della vita, c’è sempre un rovescio della medaglia. La piccola, piccolissima luce nel buio delle colonne di bisonti della strada la stanno vivendo al Motel Boston. La...
SILVI. Come in tutti i fatti della vita, c’è sempre un rovescio della medaglia. La piccola, piccolissima luce nel buio delle colonne di bisonti della strada la stanno vivendo al Motel Boston.
La struttura alberghiera sulla Statale 16 sud è diventata un punto di riferimento per tanti camionisti costretti a passare sull’Adriatica. Normalmente il mese di gennaio sarebbe stato tranquillo, quasi sonnolento, adesso sembra di stare in alta stagione. La sala del ristorante è quasi piena. Si sente il brusio tipico dei saloni affollati, intervallato da un tintinnio di stoviglie, mentre la cucina a vista funziona a pieno ritmo.
«E non è l’ora di punta», esordisce Sara Funaro, la direttice di sala, «siamo tornati a come era tanti anni fa, quando non c’era l’autostrada e i mezzi pesanti passavano sulla Statale. Grazie all’ampio parcheggio stiamo collaborando con la polizia municipale per fornire uno spazio di sosta ai camionisti, che si devono fermare dopo un certo numero di ore alla guida. D’altronde questa è l’unica struttura a Silvi che si occupa di autotrasportatori. Se prima si fermavano qui 30-40 mezzi pesanti al giorno, adesso siamo sui 70, almeno». Sara Funaro scappa via, a prendere le ordinazioni dei tanti tavoli occupati, non prima di osservare: «Io comunque sono di Silvi e qui stiamo vivendo gravi problemi per il traffico».
Nel pieno del lavoro – ha appena consegnato due piatti di cozze – anche Graziano Mattucci, cameriere al Boston. «Abbiamo avuto un aumento della clientela di almeno il 30%», conferma, «i camionisti si fermarno nel nostro piazzale e anche in quello del vicino supermercato. L’altro lato della medaglia, però, è l’aumento incredibile del traffico. Per fare un esempio di sera viene a riprendermi mia moglie: dalla nostra casa a Pescara, in piazza Duca degli Abruzzi, ci mette anche un’ora e mezza. Io torno a casa all’una e mezza di notte». (a.f.)
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