L’impegno del Csm per Teramo: bandi anticipati per nuovi giudici

I due magistrati potrebbero arrivare entro l’anno, assicurazioni sull’aumento della pianta organica La prossima settimana incontro con il capo di gabinetto della ministra della Giustizia Cartabia
TERAMO. Il tribunale teramano – con la sua carenza di giudici, il suo carico di arretrati e le sue cause civili da mille giorni – diventa un caso da Consiglio superiore della magistratura. Che, nei giorni caldissimi della riforma della giustizia, mette in agenda la decisione di anticipare il bando per velocizzare l’arrivo di due nuovi giudici a Teramo. E non solo. Il Csm, nell’ambito di quelle che sono le sue competenze, confermerà al ministero della Giustizia la richiesta di aumentare di una unità la pianta organica del tribunale per far scattare l’istituzione della sezione penale e quindi l’assegnazione di un presidente. Sono queste le novità arrivate al termine del confronto serrato che ieri mattina si è svolto a Roma tra il vice presidente del Csm David Ermini e una delegazione teramana composta dal senatore Luciano D’Alfonso (promotore dell’incontro), dal presidente del tribunale Carlo Calvaresi, dal procuratore Ettore Picardi, dal giudice Flavio Conciatori, dal presidente dell'Ordine degli avvocati Antonio Lessiani, dal presidente della camera penale Gennaro Lettieri e dal presidente dell'Aiga (Giovani avvocati) Stefano Franchi.
L’ANTICIPO DEI BANDI
PER DUE NUOVI GIUDICI
Il vice presidente Ermini si è impegnato ad anticipare a quest’estate la pubblicazione del bando per la messa a concorso di due posti di giudici al tribunale di Teramo. In questo modo i nuovi magistrati potrebbero arrivare già a fine anno. Il Csm, inoltre, ha annunciato che confermerà la richiesta al ministero della Giustizia di aumentare di un’altra unità la pianta organica del palazzo di giustizia teramano con conseguente istituzione di una sezione penale de tribunale e l’assegnazione ulteriore di un presidente di sezione. Cosa, quella riferita all’ampliamento della pianta organica, già fatta negli anni scorsi ma che in passato non è stata recepita dal ministero.
Il commento Di avvocati
e D’Alfonso
Così commenta il presidente dell’Ordine Lessiani: «Abbiamo apprezzato la capacità dell’onorevole Ermini, che è avvocato, di parlare da collega a collega e di comprendere i problemi concreti e reali che gli abbiamo rappresentato e di parlare con franchezza della possibili soluzioni che il Csm ha il potere di assumere a riguardo. Ermini ha anche accolto il nostro invito a venire a Teramo nei prossimi mesi». Per D’Alfonso «il caso Teramo è entrato nella consapevolezza istituzionale nazionale e questo è un ottimo risultato». D’Alfonso, inoltre, ha annunciato che per il 12 maggio è in programma un incontro con il capo di gabinetto della ministra della giustizia Marta Cartabia proprio sul caso Teramo. Un caso, quello della carenza di giudici e personale amministrativo, che già l’anno scorso è stato al centro di un incontro tra una delegazione teramana e la stessa ministra che qualche mese fa, davanti al Parlamento, ha citato il caso di un processo teramano per un infortunio mortale sul lavoro ad emblema nazionale dei tempi lunghi della giustizia.
I numeri dell’arretrato
e i tempi lunghi
I dati che ormai fanno da premessa a ogni incontro raccontano che nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. Numeri quelli dell’arretrato che, con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, indicano per Teramo una strada che è tutta in salita. E anche se il pressing di politici e istituzioni nei confronti del ministro della giustizia per chiedere interventi strutturali per il tribunale teramano scandisce ormai la cronaca quotidiana, la realtà resta quella della mole di arretrato da smaltire che nei fatti diventa una zavorra con i nuovi procedimenti che nascono già vecchi visto che prima di essere iscritti devono attendere l’abbattimento degli arretrati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

