L’impianto è già autorizzato dalla Regione

10 Febbraio 2021

Da ottobre l’invaso di 480mila metri cubi accoglie tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi

TERAMO. Quali sono gli scenari che ora si aprono per la gestione presente e futura dell’impianto di Grasciano? Nel concreto è ancora tutto da vedere. In una nota la Dileco (in questo caso rappresentata dagli avvocati Salvatore Sanzo, Luciano Castelli, Paolgiulio Mastrangelo e Dario Di Matteo) scrive: «A questo punto dovranno essere assunti immediati provvedimenti in ordine alla gestione della discarica che era stata concessa dalla curatela alla Deco prima ancora che intervenisse la decisione della Cassazione». Ricordando che «nel caso di specie, senza tali voti in conflitto di interesse, la proposta di concordato fallimentare della Dileco è risultata la più votata dai creditori del fallimento Cirsu».
Nel frattempo per l’impianto a settembre scorso è arrivato il provvedimento con cui la Regione ha dato il via all’esercizio della discarica nota come Grasciano 2, ovvero l’invaso realizzato a partire dal 2013, che è in funzione da ottobre. Un impianto della capacità complessiva di 480mila metri cubi in cui ogni giorno arrivano tonnellate di rifiuti non pericolosi. Un atto, quello della Regione, arrivato a conclusione di un lungo procedimento di riesame che all’epoca ha portato la Regione a rinnovare tutte le autorizzazioni già concesse in passato. Una procedura necessaria visto che l’invaso, rimasto in abbandono durante le lunghe controversie giudiziarie legate al crac Cirsu, si era nel frattempo riempito d’acqua e la Deco ha dovuto realizzare costosi interventi di messa in sicurezza. A settembre la Regione ha accertato che l’impianto è a norma e che quindi può accogliere i rifiuti speciali non pericolosi (il “secco” di scarto derivante dal trattamento dei rifiuti urbani). Ma ora, dopo il pronunciamento della Cassazione, cosa succederà?(d.p.)
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