L’incubo di Nada: 15° tampone positivo

1 Agosto 2020

La donna di Colonnella che da 138 giorni è in isolamento a casa: «La mia vita è in balia del Covid»

COLONNELLA. «La mia vita è in balia del Covid nell’indifferenza generale»: con queste parole Nada Cava racconta il suo isolamento domiciliare che dura da 138 giorni nella sua casa di San Giovanni di Colonnella.
Una storia senza fine iniziata il 13 marzo scorso con la positività al Covid. Due ricoveri, 11 giorni al Mazzini di Teramo e 10 al Covid di Atri, e ben sedici tamponi. Dopo i primi 13 sempre positivi era arrivato il primo negativo che aveva fatto sperare che l’invisibile virus avesse abbandonato il suo corpo. Bastava un altro tampone negativo per tornare alla normalità ed invece ne è seguito uno dubbio che ha congelato la felicità fino al tampone del 29 luglio con il responso di positività.
Una storia infinita che dura da oltre quattro mesi. Inutili i tentativi per la cura con il plasma fatta allo Spallanzani la cui risposta è che tale cura si poteva fare solo in caso di gravità della malattia. Ora la donna, aiutata dal medico di famiglia, sta cercando di ottenere una cura antivirale anche fatta a casa sotto osservazione della Asl. «Inutili i tentativi finora fatti, nessuna risposta», dice la donna, «da tempo non ho più sintomi e la febbre è scomparsa da oltre 60 giorni ma sembra che il virus abbia messo casa nel mio corpo. All’ospedale di Atri ho fatto anche il virologico e mi avevano detto che era difficile che potevo trasmettere il contagio. Ora sto verificando con un avvocato se ci sono possibilità di uscire da questa clausura che dura da troppo tempo. Sto perdendo il senso e i valori della vita». Oramai i compagni di vita di Nada sono i due gatti che da 138 giorni le fanno compagnia. Molte le privazioni che ha dovuto sopportare in questo periodo come quella di non poter rendere l’estremo saluto alla madre che si è spenta in Germania e quello che potrebbe succedere: non poter condividere la gioia del matrimonio di sua figlia Giovanna previsto per il prossimo 20 agosto. A forte rischio anche il posto di lavoro. «Lavoravo in un supermercato», si sfoga, «dico lavoravo perché il posto potrebbe essere solo un ricordo visto che durante l’isolamento non ho ricevuto nessuna comunicazione. Ero assunta a tempo determinato con la promessa del contratto a tempo indeterminato a inizio agosto. Purtroppo, dopo tanta assenza il mio rapporto di lavoro potrebbe non proseguire».
Sandro Di Stanislao
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