«L’intero programma di edilizia sociale è definanziato»

TERAMO. «Se c’è qualcuno che deve scusarsi questo sicuramente non è il sottoscritto, che riveste la carica di vice commissario alla ricostruzione da appena 6 mesi». La replica del presidente della...
TERAMO. «Se c’è qualcuno che deve scusarsi questo sicuramente non è il sottoscritto, che riveste la carica di vice commissario alla ricostruzione da appena 6 mesi». La replica del presidente della Regione Marco Marsilio al commissario Piero Farabollini sulla questione Ater è immediata e diventa l’occasione, per Marsilio, di ripercorrere tutto l’iter relativo alla vicenda delle case popolari danneggiate dal sisma. A partire dal primo finanziamento di 6 milioni di euro, arrivato a settembre 2017 in seguito alla relativa ordinanza adottata dall’allora commissario Vasco Errani il 9 giugno 2017. «A tale finanziamento ha fatto seguito un primo atto di intesa tra il mio predecessore e l’Ater di Teramo, assegnataria di 2 interventi su 5», sottolinea Marsilio, «I ritardi di questo primo lotto sono evidenti e riguardano sicuramente la precedente e fallimentare gestione».
Marsilio continua sottolineando come ulteriori 81 milioni, da spendere entro il 31 dicembre 2018, siano stati assegnati all’Abruzzo solo il 10 maggio dello stesso anno. «Sfido qualunque stazione appaltante pubblica a eseguire gare per l’affidamento della progettazione e per l’esecuzione delle opere in un lasso temporale tanto esiguo da apparire ridicolo», dichiara il presidente, che ricorda come la procedura preveda innanzitutto che il soggetto attuatore rediga uno studio di fattibilità sulla cui congruità economica deve esprimersi l’Usr. «A seguito del nullaosta dell’ufficio speciale, l’Ater deve predisporre il bando di gara per l’affidamento della progettazione sul quale deve poi esprimersi l’Anac», aggiunge ancora, «A seguito di ciò e a conclusione della redazione progettuale, l’Ater deve predisporre gli atti di gara per l’affidamento dei lavori su cui deve nuovamente esprimersi l’Anac. Una volta effettuata la gara potranno avere inizio i lavori». Un iter, sottolinea il governatore, impossibile da concludere in 8 mesi, tanto che nessuna Regione sarebbe riuscita a completare anche solo un’opera. «Ad oggi, pertanto, l’intero programma di edilizia sociale del commissario risulta definanziato», conclude Marsillio, « poiché gli accordi intercorsi tra Farabollini e le altre Regioni per salvaguardare i progetti presentati entro il 31 dicembre 2018 non hanno alcun valore giuridico. Sono trascorsi dieci mesi dalla scadenza dell’ordinanza 27 e ancora attendiamo il rifinanziamento delle opere. Tentare di scaricarne la responsabilità sulla litigiosità delle Regioni è francamente inaccettabile». (a.m.)
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