L’istituto Marino accusa: «Per noi nessun progetto»

Lettera di docenti e alunni lamenta il silenzio delle istituzioni sul Professionale la cui sede è inagibile dal 2016: «Per altre scuole sono state trovate soluzioni»
TERAMO. «Volete uccidere l’istruzione tecnica? Non ve lo permetteremo. Volete depotenziare la città di Teramo? Non ve lo permetteremo». Comincia così un’accorata lettera inviata alla stampa dal consigliere comunale Flavio Bartolini a nome di docenti e alunni dell’istituto professionale (Ipsia) Marino, la cui storica sede di via San Marino è inagibile dal 2016 e non ha al momento ricevuto finanziamenti per l’adeguamento sismico, né è stata inserita nell’ordinanza Teramo bis varata dal commissario Legnini e nella quale figurano tre scuole superiori della città (liceo artistico Montauti, Itc Comi e Itcp Pascal).
La nota punta il dito sul «silenzio assordante delle istituzioni» e prosegue: «La misura è colma! Dopo la sciagurata scelta di rendere totalmente inagibile l’istituto professionale Marino senza valutare un’apertura parziale, siamo ancora, dopo cinque anni, senza nemmeno un progetto di ricostruzione. Inoltre, ad oggi, non esiste ancora una soluzione all’annoso problema della carenza delle aule da destinare ai nostri alunni. Forse i nostri studenti non meritano un’ubicazione decorosa per le attività scolastiche e laboratoriali? Ricordiamo alla comunità che sono state sacrificate tutte le possibili aule alternative dell’Iis Alessandrini come la biblioteca, l’aula docenti e le aule di potenziamento per far fronte a questa situazione. Vergogna! L’impegno nel risolvere queste problematiche è stato profuso solo nei riguardi di altre scuole. Teramo si riscopre classista? I ragazzi del Professionale sono figli di nessuno? È questo il motivo? Temiamo proprio di sì».
La lettera prosegue: «A ciò si aggiunge una miopia senza precedenti degli enti locali. Gli alunni del nostro istituto conseguono un diploma spendibile immediatamente nel mondo del lavoro. Le richieste sono addirittura superiori alle offerte, tanto che la maggior parte di loro ha un lavoro già prima di diplomarsi. Dovremmo impegnarci tutti nel potenziare scuole di questo tipo alla luce della tanto paventata lotta alla disoccupazione giovanile, alla dispersione scolastica e alla carenza di competenze tecnico-pratiche delle nuove generazioni. Invece lasciamo nel dimenticatoio i problemi di queste scuole. Vorrà dire», concludono docenti e alunni del Marino, «che a settembre faremo lezione negli uffici della Provincia».(red.te)
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